Il Santo Padre ha annunciato la nomina di Evelio Menjivar-Ayala a vescovo della diocesi di Wheeling-Charleston (West Virginia), come comunicato nel bollettino della Sala Stampa della Santa Sede del 1 maggio 2026. La scelta arriva dopo un lungo cammino personale e pastorale che ha visto Menjivar-Ayala crescere all’interno dell’Arcidiocesi metropolitana di Washington, dove ha svolto ruoli parrocchiali e di governo fino alla nomina episcopale del 2026 e all’ordinazione nel 2026.
La storia del nuovo presule è marcata da esperienze di mobilità e difficoltà: nato a Chalatenango, in El Salvador, il 14 agosto 1970, emerse come figura formata dall’incontro tra fede e migrazione, temi centrali nella sua formazione e nel suo ministero. Questi elementi guidano ora il suo ingresso alla guida di una diocesi statunitense, ricevendo il testimone dopo la rinuncia presentata da S.E.
Mons. Mark E. Brennan.
Un percorso personale segnato dalla migrazione
Menjivar-Ayala lasciò l’El Salvador nel 1990: in più interviste ha raccontato di essere fuggito dalla povertà e dal conflitto del suo paese natale. Arrestato in Messico durante il tentativo di raggiungere gli Stati Uniti, ha dichiarato di aver pagato una somma per essere rilasciato e di aver poi attraversato il confine a Tijuana.
Questi eventi non sono elementi marginali della sua storia: sono al centro di una sensibilità pastorale che lo ha portato a specializzarsi in tematiche legate alla mobilità umana e all’accoglienza.
Formazione e ministero: dai seminari di Roma alle parrocchie di Washington
La sua traiettoria accademica comprende studi di filosofia e teologia svolti in seminari negli Stati Uniti e in Italia: tra gli istituti frequentati figurano il Saint John Vianney College Seminary di Miami e la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino di Roma. Ha inoltre conseguito la licenza presso il Pontificio Istituto Scalabriniano di Teologia Pastorale per la Mobilità Umana, un elemento che spiega l’attenzione pastorale verso migranti e rifugiati.
Ruoli pastorali a Washington
Ordinato sacerdote il 29 maggio 2004 per l’Arcidiocesi Metropolitana di Washington, Menjivar-Ayala ha ricoperto incarichi come vicario parrocchiale e parroco in diverse comunità: dalla Mother Seton a Germantown alla St. Bartholomew a Bethesda, fino alla Cattedrale Saint Matthew the Apostle e alle parrocchie di Our Lady Queen of the Americas e Saint Mary a Landover Hills. Queste esperienze hanno consolidato la sua capacità di guidare comunità linguisticamente e culturalmente diverse.
Il passaggio al ministero episcopale
Il 19 dicembre 2026 fu nominato vescovo titolare di Aeto e ausiliare dell’Arcidiocesi di Washington, ricevendo l’ordinazione episcopale il 14 febbraio 2026. Questo passo ha segnato la transizione da parroco a vescovo ausiliare, con nuove responsabilità nella cura delle comunità e nella collaborazione con la curia metropolitana.
Il contesto della nomina e il bollettino vaticano
La nomina alla guida della diocesi di Wheeling-Charleston è stata ufficializzata contestualmente ad altre decisioni riportate nel bollettino della Sala Stampa, che includeva rinunce e altre nomine negli Stati Uniti e in Canada. Nel documento si legge che il Santo Padre ha accettato la rinuncia del precedente vescovo e indicato Menjivar-Ayala come suo successore, sottolineando la continuità del governo pastorale.
Significato pastorale e simbolico
La nomina avviene in un periodo in cui le questioni legate all’immigrazione e alla mobilità sono al centro del dibattito pubblico: un vescovo che ha vissuto l’esperienza del migrante porta alla guida diocesana una prospettiva formata sulla frontiera tra fede e migrazione. Per le comunità locali questo può rappresentare sia un valore simbolico che una base per politiche pastorali mirate all’accoglienza.
In sintesi, la designazione di Evelio Menjivar-Ayala come vescovo di Wheeling-Charleston unisce una biografia personale intensa, una preparazione accademica specifica e un percorso pastorale consolidato. La sua storia, fatta di fuga, studi e servizio alle parrocchie, offrirà alla nuova diocesi un vescovo con una chiara sensibilità verso i temi della migrazione e dell’inclusione.