> > Tensione a Torino: autonomi in contrasto con le forze dell'ordine vicino ad A...

Tensione a Torino: autonomi in contrasto con le forze dell'ordine vicino ad Askatasuna

Tensione a Torino: autonomi in contrasto con le forze dell'ordine vicino ad Askatasuna

Un gruppo di autonomi si stacca dal corteo del Primo Maggio a Torino e cerca di entrare nell'area dell'ex centro sociale Askatasuna; segue uno scontro con le forze dell'ordine e numerose prese di posizione politiche

Durante il corteo del Primo Maggio a Torino uno spezzone di autonomi legati ad Askatasuna si è separato dal corpo principale della manifestazione, dirigendosi verso la palazzina di corso Regina Margherita 47, sgomberata lo scorso 18 dicembre dopo trent’anni di occupazione. Il tentativo di avvicinamento al sito ha generato immediatamente una situazione di tensione, con contatti fisici e l’uso di dispositivi di contenimento.

Nel corso degli scontri si sono verificati lanci di oggetti, impiego di spray e una reazione delle forze dell’ordine con cariche e idranti.

La dinamica degli scontri e il ruolo delle forze dell’ordine

Secondo i testimoni, il nucleo antagonista ha provato più volte a forzare il cordone delle forze dell’ordine per raggiungere il giardino retrostante la palazzina.

Gli agenti, schierati in assetto antisommossa, hanno respinto gli assalti con una prima carica cui è seguita l’attivazione di un idrante e l’impiego di lacrimogeni per contenere i manifestanti. Nelle fasi più concitate sono stati lanciati contro i reparti mobili bottiglie di vetro e colpi ai loro scudi con bastoni; a valle di queste azioni la polizia ha riportato la situazione sotto controllo dopo più di un’ora.

Interventi e primi soccorsi

Durante gli incidenti alcuni manifestanti avrebbero riportato ferite lievi; i soccorsi sono stati prestati sul posto da attivisti e personale sanitario. Il corteo, dopo la fase di scontro, ha ripreso la marcia lungo il lungo Dora verso i giardini Pozzo, non lontano dal campus Einaudi, dove era prevista una pausa condivisa. La Prefettura aveva negato l’uso del giardino dell’ex centro sociale nei giorni precedenti, ma gli autonomi avevano comunque organizzato una grigliata collettiva come momento di autocelebrazione del Primo Maggio.

Le reazioni politiche e istituzionali

Le immagini degli scontri hanno suscitato immediatamente prese di posizione dai principali esponenti politici. Il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, ha contrapposto netta distinzione tra «criminali e lavoratori», mentre il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha denunciato un clima di attacco allo Stato. Anche la ministra per le Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati, ha condannato i fatti sottolineando che non attengono allo spirito della festa dei lavoratori.

Richieste al sindaco e prese di posizione locali

Dal fronte locale il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha invitato a condannare con fermezza gli episodi violenti, ribadendo il valore civile della mobilitazione. L’ex sindaca e parlamentare M5S, Chiara Appendino, ha chiesto di non strumentalizzare gli episodi per oscurare la partecipazione popolare, mentre esponenti di centrodestra come la vicecapogruppo di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e il senatore Roberto Rosso hanno chiesto l’immediato bando per l’immobile sgomberato e l’assegnazione a soggetti istituzionali.

Contesto e significato della protesta

La vicenda va letta all’interno di una più ampia controversia sulla presenza di spazi sociali e sulla gestione del patrimonio pubblico: per molti attivisti la parola d’ordine è stata la riappropriazione del quartiere e la denuncia dello sgombero come evento simbolico. Per le autorità, invece, la priorità resta la sicurezza e il rispetto della legge. Questo contrasto di visioni ha trasformato una giornata tradizionalmente dedicata alla memoria e alla rivendicazione dei diritti dei lavoratori in un banco di prova per le istituzioni locali.

Al termine degli scontri la calma è progressivamente tornata e il corteo ha proseguito verso i giardini dove si è conclusa la mobilitazione con momenti di socialità. Rimangono però aperti nodi politici e amministrativi sull’utilizzo degli spazi pubblici e sulle modalità di intervento in caso di tensioni. La vicenda di Askatasuna a Torino è destinata a riaccendere il dibattito su sicurezza, libertà di protesta e responsabilità istituzionale, temi che continueranno a essere al centro della discussione pubblica nei prossimi giorni.