Un violento litigio tra fratelli è degenerato in una tragedia nel pomeriggio del 30 aprile a Tricase, in provincia di Lecce, dove un giovane di 28 anni ha perso la vita all’interno dell’appartamento in cui viveva. La discussione è rapidamente sfuggita al controllo fino a trasformarsi in un accoltellamento. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno fermato il fratello maggiore, ora indagato per omicidio.
La lite familiare degenerata in tragedia a Tricase: fratello ucciso a coltellate in casa
Come riportato dall’Adnkronos, nel pomeriggio di giovedì 30 aprile, intorno alle 17.30, un acceso litigio tra due fratelli si è trasformato in un dramma irreversibile all’interno di un appartamento situato al primo piano di uno stabile in via Cadorna, a Tricase (Lecce).
La vittima è un giovane di 28 anni, identificato da Buonasera24 come Shekh Md Noyan, cittadino originario del Bangladesh, colpito ripetutamente con un coltello da cucina durante una violenta colluttazione con il fratello maggiore. Secondo le prime ricostruzioni, il confronto sarebbe nato per questioni familiari apparentemente futili, degenerando in pochi istanti fino all’aggressione mortale.
Stando alle indiscrezioni della testata, il ragazzo avrebbe vissuto in Italia all’interno di un percorso di accoglienza e integrazione SAI promosso dal Comune, e sarebbe stato ospitato in un appartamento di via Parini insieme ad altri connazionali. Avrebbe lavorato con il fratello in un bar di Tricase Porto e aveva ottenuto la protezione speciale nel febbraio precedente, con conclusione prevista del progetto di integrazione nel mese di agosto. All’arrivo dei sanitari del 118, per lui non c’era più nulla da fare. A dare l’allarme è stato un coinquilino, anch’egli bengalese, che avrebbe assistito alla scena.
Fratello ucciso a coltellate in casa durante una lite: 33enne fermato per omicidio
Il presunto aggressore, un uomo di 32 anni a seconda delle diverse ricostruzioni, non si sarebbe allontanato dall’abitazione dopo i fatti e sarebbe stato trovato dai carabinieri in evidente stato di choc. Ai militari avrebbe ammesso le proprie responsabilità, pur senza fornire una spiegazione chiara sulle cause che hanno scatenato la lite. L’area è stata immediatamente isolata per consentire i rilievi tecnici e le attività investigative.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, il Nucleo investigativo di Lecce, il medico legale, il sostituto procuratore Donatina Buffelli e il personale sanitario. L’arma utilizzata, un coltello da cucina, sarebbe stata sequestrata. Il fratello minore, dopo essere stato ferito, sarebbe riuscito a uscire dall’appartamento lasciando tracce di sangue, attirando così l’attenzione dei presenti. Al termine delle prime verifiche, il presunto responsabile è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario aggravato, mentre proseguono gli accertamenti per definire con precisione la dinamica e il movente dell’accaduto.