Il processo per il femminicidio di Ilaria Sula, avvenuto a Roma nel marzo 2025, è arrivato a una fase cruciale con la richiesta della Procura di condanna all’ergastolo per l’ex fidanzato Mark Antony Samson. L’accusa sostiene che il delitto sia stato premeditato e aggravato da motivi futili, oltre che dalla volontà di occultare il corpo della giovane dopo l’uccisione.
In aula, i magistrati hanno ricostruito una dinamica di violenza estrema e controllo psicologico, mentre si attende la decisione del tribunale.
Ricostruzione del delitto di Ilaria Sula: Mark Antony Samson accusato di omicidio premeditato
La Procura di Roma ha chiesto la condanna all’ergastolo per Mark Antony Samson, reo confesso dell’omicidio della sua ex fidanzata Ilaria Sula, uccisa il 25 marzo 2025 nell’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano della Capitale.
Secondo la ricostruzione accusatoria, la giovane sarebbe stata colpita con tre coltellate al collo dopo essere stata attirata in casa dell’imputato, per poi essere nascosta in una valigia e abbandonata in un dirupo nei pressi di Capranica Prenestina.
Come riportato da Mediaset Tgcom24, nel corso dell’udienza tenutasi oggi, martedì 19 maggio 2026, nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e la pm Maria Perna avrebbero ribadito l’impianto accusatorio: omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dal legame affettivo e dall’occultamento di cadavere.
Cascini avrebbe descritto il delitto come pianificato e privo di pietà, affermando: “Samson ha convocato Ilaria in un agguato, in casa di lui. Quello di Ilaria è un omicidio programmato ed eseguito con freddezza“. Avrebbe poi aggiunto: “Non ha avuto pietà di lei quando l’ha buttata via come un rifiuto“.
Nella stessa linea, la pm Perna avrebbe definito la vicenda “un massacro“, sottolineando che “la premeditazione è provata in questa vicenda e la gravità della condotta di Samson merita una pena che renda giustizia a questa ragazza“.
Femminicidio Ilaria Sula, chiesto l’ergastolo per Samson: “Massacrata senza pietà”
Durante la requisitoria sarebbe stato evidenziato come il quadro indiziario sia ritenuto “grave e consistente“, con l’accusa che sostiene la natura pianificata dell’azione. Samson sarebbe stato descritto dai magistrati come un soggetto manipolatore e controllante, che avrebbe esercitato un dominio psicologico sulla vittima. La pm Perna avrebbe dichiarato: “Aveva il controllo della vita di Ilaria“, aggiungendo che la ragazza avrebbe deciso di allontanarsi dopo aver scoperto alcune menzogne legate alla vita accademica dell’imputato.
Secondo l’accusa, la situazione sarebbe degenerata quando Ilaria avrebbe iniziato una nuova frequentazione, elemento che avrebbe scatenato la reazione dell’imputato fino all’esplosione della violenza. Perna avrebbe concluso la sua ricostruzione definendo Samson “una persona abituata a mentire, manipolatore, ipocrita“.
Come riportato da Leggo, in aula sono emersi anche ulteriori elementi giudiziari: la madre dell’imputato, ascoltata come testimone assistito, pare abbia patteggiato una pena a due anni per concorso in occultamento di cadavere aggravato dal nesso teleologico.
Erano presenti anche i genitori della vittima, che hanno espresso il loro dolore e il sostegno alla richiesta della Procura, dichiarando: “Abbiamo ascoltato quanto ha sofferto nostra figlia e siamo d’accordo con il procuratore aggiunto e il pm sulla richiesta del carcere a vita“. Hanno poi aggiunto: “Domani sarebbe stato il compleanno di Ilaria, il vero ergastolo lo abbiamo noi, perché lui ancora vive, respira, mangia e beve. Invece nostra figlia ha chiuso gli occhi per sempre“.