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Coronavirus, Urbani: abbiamo evitato 600mila morti

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Ma il numero uno dell'Iss gela le speranze degli italiani: ci vorrà un po' per tornare alla normalità. Dall'Ue: Italia, accetta gli aiuti del Mes

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SILVIO BRUSAFERRO, PRESIDENTE DEL ISS

“Non c’è stato nessun vuoto decisionale. Già dal 20 gennaio avevamo pronto un piano secretato e quel piano abbiamo seguito. La linea è stata non spaventare la popolazione e lavorare per contenere il contagio”. Lo ha affermato Andrea Urbani, dg della Direzione generale della programmazione sanitaria all’interno del ministero della Salute, in un’intervista al Corriere della Sera.

“Con il senno di poi, sarebbe stato meglio un lockdown immediato. Ma allora c’erano solo i due cittadini cinesi e si è deciso di assumere scelte proporzionate. Attenzione, però. Come ha certificato l’Imperial College, se il governo non avesse adottato le zone rosse e le altre misure di contenimento l’Italia avrebbe avuto tra i 600 mila e gli 800 mila morti” ha aggiunto Urbani.

Ma l’aver evitato una tragedia di dimensioni inenarrabili non deve far tirare un sospiro di sollievo.

Ci pensa il numero dell’Iss Silvio Brusaferro a raffereddare i facili entusiasmi. “In questo momento – afferma il professore durante un collegamento con Agorà su Rai3 – dobbiamo escludere tutte quelle attività che prevedono aggregazioni, presenza contemporanea di centinaia di persone o migliaia in spazi ristretti. Non sono attività che possiamo immaginare nell’immediato futuro e fino a quando non avremo un vaccino. Grandi raduni, come concerti o raduni nelle piazze, sono oggi attività che metterebbero a rischio le persone che vi partecipano e le persone con le quali entrano in contatto tornando a casa.

Dovremo mantenere il distanziamento fisico. Sui trasporti occorre immaginare una distribuzione degli orari tale da evitare che ci siano orari di punta. Sappiamo che gran parte delle persone si muove in determinate fasce orarie soprattutto nelle grandi città. Questi affollamenti non ci consentono di garantire un contenimento della diffusione del virus. Quindi bisognerà riorganizzare i mezzi pubblici ma anche gli orari di accesso ai posti di lavoro, spalmandoli su fasce orarie molto più ampie”.

Infine, torna di attualità, in vista del Consiglio d’Europa del prossimo 23 aprile, il discorso sul Mes. “I soldi messi sul tavolo senza condizioni dal Mes possono essere utili all’Italia per aiutare i veri eroi di questa crisi, dottori e infermieri. Non usarli sarebbe un peccato”.

Lo ha affermato in un’intervista su ‘Repubblica’ il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans. “Il Mes senza condizionalità in questa situazione è un buono strumento, ma nessuno può credere che sia sufficiente per uscire dalla crisi.

Non possiamo permettere che il debito pregresso e la posizione sui mercati condizionino la capacità di risposta alla crisi di un Paese. Queste differenze devono

essere livellate dall’Unione e il Mes da solo non è abbastanza per farlo. Serve appunto un piano di investimenti e un compromesso nel dibattito tra sussidi ai governi e prestiti da rimborsare. Devono capirlo anche Merkel, Rutte e i leader di altri Paesi: devono andare dalle loro constituency a dire che è nel loro interesse essere solidali con i partner più colpiti perché ci permetterà di uscire tutti insieme e più forti dalla crisi” ha aggiunto Timmermans.

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