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Firenze, professoressa incinta di allievo minorenne: arriva la condanna in appello

Confermata la pena in appello per la donna condannata per violenza sessuale sul 13enne di cui è poi rimasta incinta.

Firenze: professoressa incinta dell'allievo, confermata la condanna a 6 anni e 5 mesi

Arriva la conferma per la pena in appello per la professoressa di Prato, condannata per violenza sessuale su minore e violenza sessuale per induzione.

Firenze, professoressa rimasta incinta dell’alunno minore: arriva la condanna 

Il caso esplose nel 2019, quando la professoressa dava lezioni private di inglese a un 13enne, del quale è poi rimasta incinta.

Dovrà scontare una condanna di 6 anni, 5 mesi e 15 giorni.

Per quanto riguarda il marito, invece, è statao assolto e condannato in primo grado per aver riconosciuto come suo il piccolo che è poi nato dalle violenze sul minore. In aggiunta, è stata disposta la provvisionale in favore della parte offesa di 30 mila euro e di 10 mila euro a entrambi i genitori.

Le parole dell’avvocato della donna 

L’avvocato della donna, Mattia Alfano, si dice comunque soddisfatto per il risultato raggiunto nei confronti del marito della professoressa:

“Non ha fatto altro che regalare il proprio amore a un bambino e questo credo sia doveroso gli fosse riconosciuto anche in un’aula di giustizia. Siamo soddisfatti che questo capitolo nei suoi confronti si sia definitivamente chiuso. Certamente ci aspettavamo qualcosa di più, siamo in attesa di quelle che saranno le argomentazioni di questa Corte”.

Inoltre:

“Avevamo già preannunciato che era un processo che si gioca su tre gradi di giudizio, a prescindere da quello che sarebbe stato l’esito. Siamo convinti della bontà della nostra ricostruzione e  prepareremo il ricorso per Cassazione quando ci saranno i motivi“.

Il legale ha poi aggiunto:

“Cambia radicalmente, a nostro avviso, la concezione di questa vicenda secondo da quando si pone l’inizio di tutto. Noi abbiamo la nostra ricostruzione fattuale, basata sui messaggi che sono in possesso della Procura, del Tribunale e della Corte. Le argomentazioni del giudice di I grado ritenevamo di averle superate, evidentemente non è stato sufficiente. Vediamo cosa scriveranno, attendiamo le motivazioni. Se cambia la data del primo episodio, cambia chiaramente a cascata tutto il resto”.

Gli avvocati sostengono che i rapporti sarebbero iniziati quando l’alunno aveva già 14 anni

Alfano, tuttavia, non è l’unico legale della donna: è accompagnato anche da Massimo Nistri.

Stando a ciò che essi dicono infatti, i rapporti sessuali tra l’insegnante e l’alunno sarebbero iniziati non a giugno 2017, bensì a novembre 2017, quando il ragazzino aveva già compiuto 14 anni.

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