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Fondazione Gimbe, il monitoraggio: “Casi aumentati del 153%, terapie intensive su del 21%”

Stando ai dati forniti dalla Fondazione Gimbe attualmente sono 1,2 milioni i positivi in Italia, un numero esorbitante: rischio collasso per la sanità.

contagi covid

Stando ai dati forniti dalla Fondazione Gimbe attualmente sono 1,2 milioni i positivi in Italia, un numero esorbitante. A rischio collasso la sanità.

Gimbe, i numeri dal 29 dicembre al 4 gennaio

La Fondazione Gimbe si occupa di monitorare i contagi in Italia da inizio pandemia, stilando un report aggiornato settimana per settimana.

«Nell’ultima settimana si registra un’esplosione di nuovi casi di Covid-19 che volano oltre quota 810mila, con un incremento del 153% rispetto a quella precedente».

Questo è quanto emerso dalle analisi della fondazione, che nella settimana 29 dicembre-4 gennaio ha anche visto raddoppiare i casi attualmente positivi, passati da 598.868 a 1.265.297 (+111,3%).

In aumento del +9% anche i decessi, che salgono a 1.102 contro i 1.012 della settimana scorsa.

Gimbe, il collasso della sanità e le scarse vaccinazioni

Questi numeri fanno paura se rapportati con i posti letto disponibili. La sanità territoriale rischia il tilt e sale anche la pressione sugli ospedali: +28% di ricoveri con sintomi (da 10.089 a 12.912) e +21,6% in terapia intensiva (da 1.145 a 1.392) in questi 7 giorni.

Inoltre, non decollano le vaccinazioni anti-Covid in età pediatrica. Nella fascia tra 5 e 11 anni, in tre settimane, hanno raggiunto quota 401.532 somministrazioni. Al 5 gennaio sono state, invece, somministrate 20.977.634 terze dosi: in base alla platea ufficiale – circa 31 milioni di persone – il tasso di copertura nazionale per la dose booster è del 67,7%.

Gimbe, incremento dei tamponi

Il numero dei tamponi è passato dai 5.175.977 della settimana 22-28 dicembre ai 6.487.127 del 29 dicembre-4 gennaio (+25,3%).

Impenna anche il tasso di positività: dal 28 dicembre al 4 gennaio la media è salita dal 2,8% all′8,2% per gli antigenici e dal 15% al 24% per i molecolari.

Per la curva di positività in aumento il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta, ha dato una chiara spiegazione:

«L’enorme aumento della circolazione virale è dovuta sia al dilagare di omicron che per l’incremento dei contatti sociali durante le feste. L’impatto su ricoveri e decessi sarà visibile nelle prossime settimane».

Gimbe, la critica della fondazione alle nuove misure

Nino Cartabellotta si è espresso anche in merito alle misure contenute nel nuovo decreto, giudicate «insufficienti e tardive», e si è detto piuttosto preoccupato della situazione:

«L’obbligo vaccinale limitato agli over 50 avrà un impatto non prevedibile visto che non è noto il numero degli esentati, ed il super green pass per i lavoratori over 50 sarà del tutto inefficace nel breve termine, perché entrerà in vigore il 15 febbraio. Le misure per la sicurezza nelle scuole sono insufficienti per evitare il ricorso alla DAD e introducono regole complesse e difficili da applicare con i servizi di sanità pubblica già in sovraccarico.[…] Lo smartworking viene liquidato con la semplice raccomandazione di usare al meglio la flessibilità già consentita dalle regole vigenti».

Infine, ha concluso parlando dei possibili scenari futuri della pandemia:

«La progressiva espansione di una variante estremamente contagiosa, nonostante determini una malattia meno grave, nelle ultime settimane sta rapidamente sovraccaricando gli ospedali. […] È impossibile prevedere i tempi per raggiungere il picco nazionale dei contagi. L’enorme numero dei contagi e la loro velocità di crescita rischiano di paralizzare il Paese, che si sta avviando verso un lockdown di fatto».

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