Roberto Vannacci ha scelto Carmelo Burgio come candidato sindaco di Milano per le comunali del 2027: il generale dei Carabinieri guiderà la sfida di Futuro Nazionale per Palazzo Marino. Ecco chi è e cosa sappiamo di lui.
Futuro Nazionale, Roberto Vannacci sceglie Carmelo Burgio per la corsa a Milano
Roberto Vannacci ha sciolto le riserve sul candidato di Futuro Nazionale alle elezioni comunali di Milano del 2027: sarà Carmelo Burgio, generale dei Carabinieri con una lunga esperienza nell’Arma e nel settore della sicurezza.
L’annuncio è arrivato dal palco della Versiliana, a Marina di Pietrasanta, dove il leader del partito ha presentato Burgio come “un uomo delle istituzioni” e una figura con “grande esperienza nel campo della sicurezza”.
Vannacci ha ricordato in particolare il lavoro svolto dal generale a Caserta nella lotta contro il clan dei Casalesi, sottolineando la sua esperienza operativa.
L’obiettivo dichiarato è quello di intervenire soprattutto sul tema della sicurezza, con un riferimento esplicito anche alla situazione di Rogoredo. Nel presentare la candidatura, Vannacci ha inoltre affermato: “Con lui Milano tornerà a essere la città della Madonnina e non dei maranza”, aggiungendo l’invito a dare fiducia al generale per “Milano rivoltata come un calzino”.
La scelta di Burgio arriva dopo giorni di indiscrezioni e prende il posto dell’ipotesi legata a Luca Bernardo, recentemente passato a Futuro Nazionale e già intenzionato a correre per Palazzo Marino. Il partito punta a costruire una candidatura alternativa alle altre forze del centrodestra e guarda già alle prossime amministrative. Dopo l’annuncio, Futuro Nazionale ha comunicato che la prima conferenza stampa di Carmelo Burgio si terrà il 18 agosto alle 17 in Galleria San Babila.
Chi è il generale Carmelo Burgio: dall’Arma alle missioni internazionali
Nato nel 1957 ad Anzio, Burgio ha trascorso gran parte della sua vita professionale nell’Arma dei Carabinieri. Dopo gli studi alla Nunziatella di Napoli, all’Accademia Militare di Modena e alla Scuola Ufficiali Carabinieri, ha iniziato la carriera nel 1º Reggimento Carabinieri paracadutisti “Tuscania” di Livorno. Nel 1982 partecipò alla missione LIBANO2 a Beirut, mentre negli anni successivi ricoprì incarichi di rilievo nel Gruppo di Intervento Speciale (Gis). Tra il 1985 e il 1987 prestò servizio presso il Nucleo Carabinieri Presidenziale, occupandosi anche della scorta dell’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga. La sua carriera è proseguita con diverse missioni internazionali, tra cui quelle in Bosnia, Libano e Iraq. Alla fine del 2003 fu nominato comandante del Reggimento Multinational Specialized Unit in Iraq, poco dopo l’attentato di Nassiriya del 12 novembre dello stesso anno.
Rientrato in Italia, Burgio ha ricoperto ruoli di primo piano nella lotta alla criminalità organizzata, lavorando anche alla Direzione Investigativa Antimafia di Caserta e partecipando alle operazioni contro il clan dei Casalesi. In seguito ha comandato le Scuole dell’Arma dei Carabinieri e il Comando Interregionale Carabinieri Podgora di Roma.
La sua candidatura politica è stata confermata dallo stesso generale, che ha spiegato le ragioni delle proprie scelte professionali in un articolo pubblicato sul sito “In Lucca Veritas”: “Ho scelto questa vita, e ho indossato per quasi cinquant’anni un’uniforme, credendo nella giustizia”. Burgio ha inoltre respinto le etichette politiche associate alla sua figura, dichiarando: “Non sono fascista”. E ha precisato: “Né mi batterei mai perché tornasse al potere chi distrugge le libertà del cittadino, e anche le mie”. Sul rapporto con Vannacci, ha raccontato di aver contestato in passato alcune descrizioni del collega, spiegando di averlo fatto “Per un senso di giustizia”.
