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Genova, lotta alla droga: sequestrate 37 tonnellate di pastiglie dalla Guardia di Finanza

A Genova maxi sequestro di pastiglie di droga da parte della Guardia di Finanza. Il ritrovamento all'interno del Porto della città ligure

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Genova protagonista nel bene e nel male. Questa volta parliamo della città ligure per un intervento delle Forze dell’Ordine. La Guardia di Finanza infatti ha sequestrato una numerosa quantità di pastiglie non propriamente benefiche. Ben trentasette tonnellate di “droga del combattente” oppure “Captagon“.

La droga è stata rinvenuta all’interno di un container che si trovava all’interno del porto di Genova. La Guardia di Finanza ha operato in collaboratore coi funzionari del servizio antifrode dell’Agenzia delle Dogane.

La “droga del combattente” è una sostanza psicostimolante stupefancente e viene speso usata dai combattenti dell’Isis per effettuare poi le loro tragiche operazioni. Il sospetto è chiaramente che possano esser state immesse in Italia proprio per esser usate durante le operazioni svolte da questa associazione.

In pratica cadrebbero tutte le inibizioni per i miliziani dell’Isis essendo dei veri propri eccitanti.

A Genova i controlli della Guardia di Finanza continuano costantemente per evitare l’ingresso, nel nostro paese, di sostanze proibite che possano andare ad influire sulle persone ma anche che servano, come temuto in questo caso, esser utilizzate dai miliziani dell’Isis per poi compiere nuovi attentati.

Captagon è una fenetillina, in pratica è un composto derivato dal legame tra anfetamina e teofillina.

E’ stata scoperta inizialmente nel 1961 da una società tedesca. Non aumenta pressione sanguigna e causava minori effetti collaterali. Nel 1986 su segnalata dall‘Organizzazione Mondiale della Sanità che la segnalò nella Convenzione sulle Sostanze Psicotrope.

Spesso è stata usata anche in altre zone dove sono scoppiate guerre proprio per tirare su i militari e dar loro maggiore sicurezza in se stessi. Il valore della merce sequestrata nel Porto della città ligure sarebbe di quasi 75 milioni di euro. Ogni pastiglia infatti sarebbe venduta agli utilizzatori a circa 2 euro.

A questo punto le Forze dell’Ordine cercheranno di capire a chi fosse destinata quella merce, è chiaro che il sospetto Isis sia molto forte. Le orecchie sono drizzate e sicuramente le indagini, in tal senso, proseguiranno per far luce completa su tutta la vicenda.


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