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Gianluca Pini e il Comitato per il Congresso federale vogliono riportare in vita la Lega Nord

Gianluca Pini e il Comitato per il Congresso federale vogliono riportare in vita la Lega Nord

Gianluca Pini e il Comitato per il Congresso federale vogliono riappropriarsi del simbolo storico della Lega Nord, sfidando la leadership di Matteo Salvini.

La politica italiana è in fermento con una nuova sfida che vede protagonisti la Lega Nord e il suo passato. Un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali ha deciso di riaprire una pagina storica del partito, sfidando apertamente la leadership di Matteo Salvini.

Il Comitato per il Congresso federale guidato da Gianluca Pini ex parlamentare e capogruppo della Lega Nord in commissione Esteri, mira a convocare il congresso federale della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, fondata da Umberto Bossi nel dicembre del 1989.

La sfida per il simbolo storico

Il comitato, composto da semplici militanti e non da grandi nomi della politica, punta a ottenere il vecchio simbolo del partito per attrarre i vecchi militanti in vista delle prossime elezioni politiche. Pini ha dichiarato che il loro obiettivo è ottenere la convocazione del congresso federale e andare a libere elezioni per rinnovare tutte le cariche federali della Lega Nord.

“Il nostro comitato nasce per ottenere la convocazione del congresso federale della Lega Nord, per sbloccare il simbolo e scongelare il vecchio partito”, spiega Pini. “Siamo partiti da tre giorni a raccogliere firme, siamo già a un centinaio, tutti semplici militanti da ogni parte del Nord. Hanno calpestato il regolamento e lo statuto della Lega Nord.

Se non convocheranno il congresso ci saranno azioni legali”, fino a una vera e propria class action.

Il debito e la gestione di Igor Iezzi

La Lega Nord, infatti, non è mai morta, ma è stata congelata nell’attesa di completare la restituzione dei 49 milioni di euro dovuti allo Stato. La gestione di Igor Iezzi commissario leghista e fedelissimo di Salvini, ha bloccato l’attività politica della Lega Nord per sei anni, fermando il tesseramento e fondendo le sezioni per spianare la strada al piano sovranista di Salvini.

“Da sei anni l’attività politica della Lega Nord è bloccata totalmente”, conclude Pini. “Leggo ricostruzioni di vicinanza di big della Lega, ma gli aderenti sono soltanto semplici militanti. Noi vogliamo avere un contenitore politico, poi possiamo anche cambiare il nome della Lega Nord, ma rivogliamo dare la possibilità ai vecchi militanti di fare attività politica e vedere cosa fare alle prossime elezioni.”

La risposta di Salvini e i grandi nomi del Nord

La risposta dell’entourage di Salvini non si è fatta attendere, esprimendo sorpresa e irritazione. Fonti della Lega hanno replicato duramente: “Coloro che hanno rischiato di uccidere la Lega ora si rifanno vivi in cerca di una poltrona. Chi ha patteggiato per corruzione è disposto anche a farsi interamente carico dei 49 milioni di debiti che la Lega per Salvini premier ha trovato in eredità e che sta tuttora pagando?”.

In questo scontro, i riflettori sono puntati sui grandi governatori del Nord come Luciano ZaiaMassimiliano Fedriga e Attilio Fontana oltre a esponenti come Massimiliano Romeo e Roberto Molinari e al ministro Giancarlo Giorgetti. Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana ha però preso le distanze dall’iniziativa: “Comitato per la convocazione del congresso federale della Lega? Ho sentito anche io di questa iniziativa, ma non c’entra niente con il discorso che stiamo portando avanti con Salvini.”

Pini stesso ammette che i governatori stanno seguendo un percorso differente, di natura politica e culturale. L’evoluzione di questa spaccatura interna si manifesterà sul prato di Pontida, dove si misurerà la tenuta del progetto di Salvini di fronte al risveglio delle rivendicazioni autonomiste settentrionali.

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