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Giletti e la lite con il Generale Garofano sul caso Garlasco

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Massimo Giletti ha usato toni pirotecnici nel confronto poi sfociato in scontro con il Generale Garofano rispetto al 'caso Garlasco' nell'ultima puntata del suo programma televisivo.

“Lo stato delle cose” è stato uno dei programmi più seguiti della stagione autunno-inverno della tv italiana grazie ad analisi sempre precise, puntigliose e taglienti come è nello spirito del conduttore torinese che negli anni si è costruito la fama di grande giornalista d’inchiesta. Naturalmente uno dei temi più dibattuti in questa stagione è stato il caso Garlasco, ancora lontano da una risoluzione.

Giletti ed il caso Garlasco, l’impegno per la verità

Massimo Giletti si è impegnato in questi mesi a cercare di trovare ulteriori prove rispetto al caso Garlasco che da quando è stato riconsiderato sospettato Andrea Sempio ha goduto di una nuova vita a livello mediatico.

L’analisi di Giletti e dei suoi collaboratori è andata oltre lo scoop cercando davvero di capire cosa fosse accaduto, andando spesso contro quanto fu dichiarato a suo tempo da chi quel caso lo aveva analizzato e studiato, a dimostrazione che le lacune sono state talmente ampie ed evidenti che è stato impossibile non notarle.

Un modo di fare notizia che ha fatto parlare e soprattutto infastidito chi grazie al proprio lavoro è sempre stato convinto di aver agito nel giusto e quindi con la presunzione di non dover dare spiegazioni per un caso irrisolto.

La lite con il generale Garofano nell’ultima puntata

La parte di puntata dedicata al caso Garlasco ha visto inizialmente scontrarsi Giletti e Garofano per il discorso relativo al DNA, in quel caso ha riferito le parole di Capra, genetista della famiglia Poggi, per lui le tracce di Sempio sono frutto di casualità, un modo di pensare che ha fatto imbestialire il conduttore.

Il vero terreno di battaglia è stata la porta a soffietto che portava in cantina, dove poi è stato trovato il corpo di Chiara Poggi. Per il generale Garofano si è trattato di un’illusione fotografica. Il generale difatti ha fatto un’analisi completa atta a smontare qualsiasi dubbio e a confermare l’operatività da lui svolta nel lontano 2007.

Giletti non soddisfatto ha spostato i toni a livello personale mostrando che qualcosa non sia andato come sperato, perché se tutto fosse stato svolto come si sarebbe dovuto fare non staremmo ancora qui a parlarne dopo 20 anni, senza avere il colpevole del delitto.

Giletti, non trovando una risposta da parte di Garofano, che ha continuato a difendere il suo operato e quello dei RIS. ha lanciato la stoccata finale, come riporta CaffeinaMagazine.it “Se siamo qui dopo 20 anni vuol dire che le indagini sono state fatte con i piedi” – il colpo di grazie che pone la pietra tombale sul lavoro di allora e che apre lo spiraglio per continuare a perseguire la verità che è quindi ben lontana da quanto è stato dichiarato sinora.