Dopo la sconfitta incassata con il Referendum iniziano ad emergere i primi segnali di difficoltà all’interno della maggioranza, gli scossoni sono già arrivati con le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, rispettivamente indagati nei processi che li vedono protagonisti ma non sono i soli c’è anche Daniela Santanché che è a processo per il caso dei fondi INPS incassati e su questo fronte l’impegno è maggiore.
Come è la maggioranza dopo il Referendum
La maggioranza del governo dopo il Referendum è divisa, da una parte c’è chi non si scompone, serra le fila e si posiziona o con Meloni o con Santanché ma non accenna cambiare e dall’altra c’è chi si sbilancia e dice la sua rispetto a questa terza ed illustre dimissione.
Stando alla situazione attuale Santanché dovrebbe dimettersi, o meglio farebbe la cosa giusta e dimostrebbe coerenza con quanto fatto dai suoi colleghi prima di lei, lei però dal canto suo si dice innocente e si tiene stretta la poltrona al ministero.
Intanto iniziano a palesarsi scenari di elezioni anticipate, causa sconfitta dei partiti di maggioranza al voto del 22 e 23 marzo ma anche i nomi dei possibili sostituti della Ministra del Turismo nel caso decida di lasciare.
Meloni e Santanché, la chiamata non risolutiva
Le dimissioni di Santanché, non arrivate, hanno tenuto banco per tutta la giornata, inizialmente si è cercato di muoversi perimetralmente ma senza risultati, nel pomeriggio è arrivato anche l’intervento del Presidente del Senato Ignazio La Russa, tentativo di portata ma comunque inefficace ed infine si è andati sul contatto diretto.
Difatti come riporta The Social Post Meloni ha chiamato Santanché invitandola alle dimissioni, la Premier, ora impegnata in missione all’estero, ha quindi tentato di far desistere la ministra senza però riuscirci.
Ci si trova quindi nel bel mezzo di uno scontro di ampia portata, poiché anche Nordio ha provato a dimettersi ma Meloni gli ha messo il veto.
Il rischio “effetto domino” all’interno dei partiti di maggioranza è sempre più vicino, le prossime ore saranno importanti per il futuro di alcuni ruoli apicali del governo.