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Giorgia Meloni, la rivelazione: "Grazia a Roggero? Ho detto io a Nordio di procedere"

Giorgia Meloni, la rivelazione: "Grazia a Roggero? Ho detto io a Nordio di procedere"

Giorgia Meloni ha parlato pubblicamente del caso di Mario Roggero, della pena data e della richiesta della grazia.

Per la prima volta Giorgia Meloni interviene pubblicamente sul caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori durante la fuga dopo l’assalto al suo negozio nel 2021.

Le parole di Giorgia Meloni sul caso di Mario Roggero

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso dubbi sulla valutazione dello stato psicologico dell’uomo al momento dei fatti, sottolineando come il trauma vissuto possa aver inciso sulla sua capacità di percepire il pericolo. Secondo Meloni, la vicenda di Roggero merita una riflessione più ampia sul modo in cui la giustizia affronta casi caratterizzati da forti condizioni di stress e paura.

Chi è in grado di giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura di quest’uomo?“, si domanda la premier, aggiungendo che chi esprime giudizi senza tenere conto di questi aspetti «dovrebbe farsi qualche domanda in più». La presidente del Consiglio ricorda come Roggero fosse già stato vittima di una violenta rapina nel 2015, episodio durante il quale lui e la moglie erano stati minacciati e malmenati.

Proprio quei precedenti, secondo Meloni, potrebbero aver contribuito a determinare una reazione emotiva particolarmente intensa durante la seconda aggressione.

La grazia, la proporzionalità delle pene e la riforma sui risarcimenti

Uno dei punti centrali delle riflessioni della premier riguarda il confine tra legittima difesa e reazione eccessiva. Meloni si chiede se sia davvero possibile stabilire con precisione il momento in cui, per una persona sottoposta a un evento traumatico, il pericolo possa considerarsi terminato. “Siamo sicuri che in quel momento fosse pienamente capace di intendere? Siamo certi che esista un modo per misurare quando una minaccia è davvero cessata?“, osserva, richiamando anche studi scientifici sugli effetti dell’adrenalina durante situazioni di forte pericolo. Secondo la presidente del Consiglio, la percezione di Roggero potrebbe essere stata alterata dallo stato emotivo, portandolo a ritenere ancora concreta la possibilità che i rapinatori tornassero ad aggredire lui e la sua famiglia.

Meloni ha inoltre evidenziato quello che considera un problema di proporzionalità delle pene. “Non si possono dare otto anni a un pedofilo o meno di dieci anni in alcuni casi di stupro di gruppo e poi condannare praticamente a morire in carcere questo gioielliere“, ha dichiarato, sostenendo che il sistema presenti evidenti disparità.

La premier ha anche confermato di aver dato il via libera al ministro della Giustizia Carlo Nordio affinché avviasse l’istruttoria per una possibile richiesta di grazia. Ha precisato che la decisione finale spetta esclusivamente al Presidente della Repubblica, ma che nulla impedisce al Guardasigilli di predisporre gli atti necessari. Infine, Meloni ha ribadito il sostegno alla norma già avviata dal governo che punta a escludere il diritto al risarcimento civile per chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato. Una misura che, secondo la presidente del Consiglio, servirebbe a evitare che persone come Mario Roggero vengano “condannate due volte”, perdendo non solo la libertà personale ma anche il patrimonio costruito in una vita di lavoro.

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