Il caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo, ha scatenato un vivace dibattito politico. A 48 ore dalla condanna definitiva, la moglie di Roggero ha presentato una richiesta di grazia, mentre il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato un’istruttoria, subito frenata dal Quirinale.
La richiesta di grazia e il ruolo del Quirinale
La richiesta di grazia per Mario Roggero è stata presentata dalla moglie del gioielliere, mentre l’uomo è entrato nel carcere di Bollate. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva avviato un’istruttoria, ma il Quirinale ha subito precisato che la concessione della grazia è una prerogativa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il ministero della Giustizia ha quindi specificato che non sono stati compiuti atti formali in merito alla procedura di grazia.
Le interlocuzioni tra il ministero e il Quirinale
Le interlocuzioni tra il ministero della Giustizia e il Quirinale sono continuate anche oggi, con un richiamo del Quirinale sull’atto di clemenza.
Nonostante le tensioni, la versione ufficiale nega qualsiasi scontro istituzionale. Tuttavia, l’irritazione delle ultime 24 ore lascia strascichi significativi.
Le posizioni del governo e della maggioranza
Giorgia Meloni non è intervenuta direttamente sul provvedimento di grazia, ma ha scelto di presidiare il tema della giustizia. In un post sui social, la premier ha evidenziato la necessità di contrastare chi delinque, affermando: “Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto”. Ha inoltre ribadito che chi delinque non può pretendere un risarcimento per i danni subiti durante il reato, né possono farlo i suoi familiari. Tuttavia, la norma non vale per Roggero, visto che la legge non ha effetto retroattivo.
La maggioranza è apparsa coesa e vicina a Nordio, come confermato dalla petizione pro grazia lanciata dai capigruppo parlamentari di maggioranza, che ha già raccolto decine di adesioni. La Lega, in particolare, ha espresso pieno sostegno a Roggero, con Matteo Salvini pronto a manifestare davanti al carcere di Bollate insieme ai giovani leghisti. Il partito ha anche valutato la possibilità di candidare Roggero, sebbene la legge Severino vieti candidature e incarichi politici per i condannati in via definitiva per delitti non colposi.
Le dichiarazioni di Salvini e Tajani
Matteo Salvini ha ribadito il sostegno alla richiesta di grazia, affermando che la giustizia deve essere equa e non punire chi si difende. Antonio Tajani, invece, ha ammesso le responsabilità di Roggero, ma ha sottolineato la necessità di perdono, soprattutto considerando l’età del gioielliere.
Le reazioni dell’opposizione
Le opposizioni hanno approfittato della vicenda per schierarsi con il capo dello Stato e difenderne le competenze. Riccardo Magi di +Europa ha osservato che la destra di Meloni, per mano di Nordio, ha cercato di dare un colpo alle prerogative del Colle per motivi di propaganda. Matteo Ricci del Pd ha affermato che la destra insiste sul caso Roggero per distrarre i cittadini, mentre il deputato M5s Francesco Silvestri ha parlato di un’operazione per delegittimare il presidente della Repubblica.
Nicola Fratoianni di Avs ha criticato l’idea di farsi giustizia da soli, definendola pericolosissima. I componenti M5S nelle commissioni Giustizia hanno affermato che la richiesta di grazia è una vergognosa operazione di propaganda, sottolineando che Roggero ha sparato a chi era già in fuga, non configurando alcuna legittima difesa. Angelo Bonelli di Avs ha ribadito che le sentenze si rispettano e che non spetta a lui dire a Mattarella cosa fare.
Il caso di Mario Roggero continua a dividere la politica italiana, con un dibattito acceso tra chi sostiene la necessità di grazia e chi difende le prerogative del presidente della Repubblica. La vicenda riflette le tensioni e le divisioni all’interno del governo e dell’opposizione, mettendo in luce le diverse visioni sulla giustizia e la clemenza.
