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Gioielliere Mario Roggero in carcere: la vicenda giudiziaria e le polemiche

Gioielliere Mario Roggero in carcere: la vicenda giudiziaria e le polemiche

Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni, si è costituito nel carcere di Bollate dopo una condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per l'omicidio di due rapinatori.

Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, ha scelto di costituirsi nel carcere di Bollate dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori. La vicenda, che ha scosso l’Italia, ha sollevato numerose polemiche e dibattiti sulla legittima difesa e sulla giustizia.

La vicenda giudiziaria: dalla rapina all’omicidio

Il 28, Roggero reagì a una rapina nel suo negozio sparando con la pistola che deteneva regolarmente. Due dei rapinatori, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, morirono, mentre il terzo, Alessandro Modica, rimase ferito. I rapinatori erano entrati nella gioielleria armati di una pistola giocattolo e di un coltello.

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi, già stabilita dalla Corte d’Appello, rigettando il ricorso della difesa.

Le dichiarazioni di Roggero

Prima di entrare in carcere, Roggero ha dichiarato: “Certamente, ma col senno di poi. Bisogna trovarsi in quelle situazioni. Ho subìto un’ingiustizia.” Ha anche criticato il presidente Mattarella per aver graziato altri criminali, affermando che “penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza.” La moglie di Roggero ha presentato una domanda di grazia, che seguirà l’iter previsto dall’ordinamento.

Le reazioni politiche e pubbliche

Numerose personalità politiche hanno espresso sostegno a Roggero. Matteo Salvini, leader della Lega, ha postato un appello al presidente Mattarella affinché conceda la grazia a Roggero, definendolo “un uomo onesto, che a 72 anni non merita di condividere una cella con veri criminali.” Anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, si è detto pronto a sostenere la richiesta di grazia.

La vicenda ha suscitato anche reazioni contrastanti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato: “È giusto chiedere la grazia per un uomo che ha sbagliato, ma capire anche perché ha sbagliato. Non è un pericoloso criminale.” Altri, come il senatore di Fi Maurizio Gasparri, hanno espresso “amarezza e sconcerto”, sottolineando il “ribaltamento delle ragioni profonde della giustizia.”

Le conseguenze legali e le polemiche

La condanna definitiva ha scatenato un dibattito sulla legittima difesa e sulle conseguenze legali per chi reagisce a un’aggressione. Il governo ha approvato un articolo nel nuovo decreto sicurezza che modifica il codice civile, stabilendo che chi è vittima di rapina o di violenza sessuale e provoca un danno, non dovrà risarcire l’autore del delitto. Questo cambiamento è stato accolto con favore da Salvini, che ha parlato di “sacrosanto diritto alla legittima difesa di chi viene aggredito.”

Roggero ha espresso il suo sconforto per la situazione, affermando: “Questo è il massimo per i delinquenti che sono facilitati a continuare a rapinare e a rubare, tanto sono impuniti e anche risarciti.” Ha anche dichiarato di non essere mai stato in carcere prima e di trovare estremamente difficile fare questa esperienza a 72 anni.

La vicenda di Mario Roggero continua a essere un caso emblematico che solleva importanti questioni sulla giustizia e sulla legittima difesa in Italia.

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