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Giornata Mondiale dell'Abbraccio: 10 buoni motivi per celebrarla

Giornata Mondiale dell'Abbraccio

Giornata Mondiale dell'Abbraccio: i 10 buoni motivi per celebrarla e gli effetti dell'abbraccio sul benessere

Abbracciarsi è un gesto semplice, ma capace di generare una serie di effetti positivi, sia sul piano psicologico sia su quello fisiologico. Non sorprende, infatti, che il 21 gennaio si celebri la Giornata Mondiale dell’Abbraccio, un’occasione per riportare al centro una forma di comunicazione che spesso passa inosservata, pur essendo in grado di attivare meccanismi profondi legati alla produzione di endorfine.

È un invito a guardare oltre l’apparente quotidianità del gesto, perché abbracciarsi libera ormoni benefici come ossitocina, serotonina e dopamina, contribuendo al tempo stesso a ridurre il cortisolo, il battito cardiaco e l’ansia.

La giornata mondiale dell’abbraccio come richiamo al corpo e alla relazione

La dottoressa Elisa Stefanati, psicoterapeuta EMDR del Poliambulatorio Aesthe Medica di Ferrara, spiega quanto sia significativo dedicare uno spazio simbolico a questo gesto, come riportato da iODonna: «Dedicare una giornata all’abbraccio significa portare attenzione a un gesto semplice, quotidiano, ma profondamente fondativo dell’esperienza umana. In una cultura che spesso privilegia la parola, la prestazione e l’autonomia, l’abbraccio ci ricorda che siamo esseri corporei e relazionali prima ancora che individui razionali. L’abbraccio è un gesto importante perché fondamentale per il benessere psicofisico fin dalla nascita, e viene festeggiato il 21 gennaio per promuovere il contatto umano, messaggio fondamentale in un’era ove predominano la tecnologia e le relazioni digitali». Celebrare la giornata mondiale dell’abbraccio significa quindi riconoscerne il valore culturale e umano, perché mette in luce quanto l’abbraccio sia una vera risorsa: «Il corpo è un veicolo fondamentale di relazione e guarigione e la sicurezza relazionale si costruisce attraverso gesti concreti, ripetuti, coerenti. Celebrare l’abbraccio, in fondo, significa celebrare l’idea che il benessere psicologico non nasca solo dentro di noi, ma tra di noi. È un modo per legittimare il bisogno di contatto, di vicinanza, di regolazione reciproca, bisogni che non scompaiono con l’età adulta ma ci accompagnano per tutta la vita».

Giornata mondiale dell’abbraccio e significato psicologico del gesto

Ma che cos’è davvero un abbraccio? La Stefanati lo descrive come una forma di comunicazione che agisce su più livelli contemporaneamente: «Dal punto di vista psicologico, un abbraccio comunica molte cose contemporaneamente, spesso senza bisogno di parole: indica infatti presenza, “sono qui con te”, ma anche accoglienza come “puoi essere come sei” ma anche protezione e sintonizzazione emotiva. Dal punto di vista clinico, l’abbraccio è una forma di comunicazione non verbale che può contenere, rassicurare, validare. In alcuni momenti della vita, lutto, paura, dolore, ma anche gioia intensa, l’abbraccio arriva dove il linguaggio verbale non basta o non serve». Fin dalla nascita, il contatto fisico risponde a un bisogno primario perché offre sicurezza, calma e sostegno contro solitudine e conflitti interiori. Dietro un abbraccio opera una vera alchimia neurochimica. «Questo gesto attiva a cascata un sacco di processi. Prima di tutto è stimolata l’ossitocina. Spesso chiamata “ormone del legame”, favorisce fiducia, connessione e senso di sicurezza. Questo ormone inoltre riduce l’attività dell’amigdala, la ghiandola del cervello che si attiva davanti alla paura, abbassa la pressione, calma il sistema nervoso e rafforza i legami. Inoltre, si ha una riduzione del cortisolo, infatti diminuiscono sia lo stress sia l’attivazione del sistema di allarme, si riaccende invece il sistema parasimpatico perché il corpo entra in uno stato di calma e riposo e, di conseguenza, si ha un rilascio di dopamina e serotonina, associate a benessere e piacere. Un abbraccio rafforza anche il sistema immunitario, stimolando la produzione di globuli bianchi, e migliora la salute cardiaca abbassando pressione e battito cardiaco. Ultimo, ma non ultimo, migliora l’autostima e il legame aumentando il senso di sicurezza, accettazione e connessione». Il corpo riceve un messaggio chiaro, quello di rilassarsi e lasciarsi andare, e da lì l’effetto si sposta sulla mente.

L’eredità degli abbracci nelle relazioni e nella giornata mondiale dell’abbraccio

Il potere regolativo dell’abbraccio è evidente sin dall’infanzia: un bambino impara a calmarsi tra le braccia di chi si prende cura di lui. Tenerlo stretto, cullarlo, confortarlo, rappresenta una delle prime forme di regolazione emotiva. «Queste esperienze precoci diventano modelli interni operativi, ovvero mappe implicite su come funzionano le relazioni: “Quando ho bisogno, qualcuno risponde”, “Il contatto è sicuro”, “Posso affidarmi”. E anche nell’età adulta, gli abbracci continuano a svolgere una funzione di co-regolazione emotiva perché aiutano a modulare l’ansia, a ripristinare un senso di sicurezza, a rafforzare il legame. Nei legami affettivi sicuri, l’abbraccio non è solo espressione di affetto, ma anche uno strumento di riparazione dopo una distanza o un conflitto», conclude la Dottoressa Stefanati.

I 10 buoni motivi per abbracciarsi ogni giorno

Tra i benefici che l’abbraccio comporta, eccone quindi i 10 principali: gli abbracci rafforzano il sistema immunitario, abbassano lo stress, calmano l’ansia, aumentano la produzione di ormoni del benessere, migliorano la salute del cuore, creano connessione emotiva autentica, favoriscono fiducia e sicurezza, aiutano nella regolazione emotiva, contrastano solitudine e isolamento e, infine, migliorano l’autostima grazie alla sensazione di essere accolti e riconosciuti.