In Europa sono esplose le proteste degli studenti, con situazioni di grande tensione soprattutto in Francia. Anche in Italia le proteste si fanno sentire. Sull’argomento è intervenuto l’ex premier Mario Draghi.
Proteste degli studenti, l’intervento di Mario Draghi: “I giovani non si sentono ascoltati”
Mario Draghi, ex premier ed ex presidente della Banca centrale europea, ha concesso una intervista a Bloomberg, nella quale ha parlato anche delle proteste degli studenti in Europa: “Non è affatto semplice spiegare queste rivolte in tre Paesi diversi; ognuno ha le proprie motivazioni specifiche.
L’unico elemento che accomuna tutti e tre i casi è che, l’anno prossimo, si terranno elezioni di estrema importanza. Tuttavia, questa è solo la cornice. A mio avviso, la spiegazione più solida risiede nel blocco delle aspettative: i giovani hanno la sensazione che nessuno li ascolti.”
Proteste degli studenti, l’intervento di Mario Draghi: “I giovani percepiscono le dinamiche sociali come bloccate”
Nell’intervista a Bloomberg, Mario Draghi come detto ha parlato delle proteste degli studenti che, secondo lui, hanno la sensazione di non venire ascoltati: “I giovani percepiscono le dinamiche sociali come bloccate: fanno fatica a trovare un lavoro e si sentono impreparati di fronte a una società che sta vivendo una trasformazione tecnologica rapidissima.” Nel corso dell’intervista, l’ex premier e presidente della Banca centrale europea ha anche affrontato la situazione economica francese e le tensioni sui mercati finanziari: “La Francia presenta uno specifico problema di natura fiscale: il Paese registra un deficit di bilancio da molti anni e il rapporto debito/Pil è in costante aumento da oltre un decennio, forse addirittura da quindici anni”.
Ora, in un contesto globale caratterizzato da un rapido rialzo dei tassi di interesse, tale deficit di bilancio appare di difficile gestione”. Infine ha anche detto: “Se mi chiedete se la Bce interverrà per ridurre gli spread sui mercati, osservate bene questi differenziali: essi rappresentano, in sostanza, un nuovo prezzaggio del rischio fiscale e politico. In altre parole, almeno per il momento, ritengo che la soglia necessaria per far scattare un intervento della Bce sia piuttosto elevata”.
