Il mercoledì 21 ottobre la capitale norvegese è stata il teatro di un incontro di alto livello che ha riunito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff il primo ministro Jonas Gahr Støre e il presidente finlandese Alexander Stubb. L’obiettivo dichiarato: individuare le basi per un cessate il fuoco parziale definire garanzie di sicurezza per l’Ucraina e impostare un possibile vertice tra Kiev, Washington e Mosca.
Le proposte emerse durante i colloqui di Oslo
Secondo le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa, le delegazioni hanno approfondito quattro temi centrali: garanzie di sicurezza ispirate all’Articolo 5 della NATO un modello più leggero definito “Article 5 light” proposto dall’Italia, un piano di prosperità economica post-conflitto e il futuro assetto della sicurezza europea.
Zelensky ha sottolineato la disponibilità dell’Ucraina a valutare varie formule di cessate il fuoco, ricordando che ogni riduzione delle ostilità è ben accetta se può salvare vite.
Elementi di pace pronti per Mosca
Il presidente finlandese Alexander Stubb ha evidenziato la presenza di “progressi reali” sia a breve termine sia sul quadro generale di una soluzione negoziata.
Ha dichiarato che alcune proposte saranno trasmesse a San Pietroburgo dal giorno successivo, dove l’inviato americano presenterà i risultati al vertice russo. Stubb ha evitato di definire l’incontro come una svolta decisiva, ricordando che la pace richiede pazienza, ma la guerra non aspetta.
Il ruolo degli Stati Uniti e le dichiarazioni di Trump
L’arrivo di Steve Witkoff a San Pietroburgo, programmato per il giorno successivo, è stato descritto da Støre come “un passo fondamentale per spianare la strada a un possibile vertice tra i leader”. Parallelamente, il presidente Donald Trump ha ribadito che gli Stati Uniti hanno versato 350 miliardi di dollari all’Ucraina e che “l’Europa è stanca”. Trump ha inoltre affermato che la Russia “vorrebbe concludere un accordo”, ma che spetta a Zelensky voler porre fine alla guerra.
Le tensioni nella cooperazione militare
Zelensky ha confermato che la condivisione di intelligence statunitense per i lanci missilistici russi è nuovamente operativa, definendola “un sistema che funziona e un’ottima cosa”. Tuttavia, ha respinto l’ipotesi che l’Ucraina stia subendo una sconfitta militare, sostenendo che la perdita riguarda vite umane e tempo più che il territorio.
Controversie aggiuntive: Starlink e la protesta di Musk
Secondo alcune fonti del Wall Street Journal Elon Musk avrebbe ordinato una limitazione della velocità di Starlink in Ucraina, ostacolando l’uso di droni offensivi. La notizia è stata oggetto di discussioni a Washington, con riferimenti a conversazioni tra Musk, Trump e funzionari della Casa Bianca. Pur non avendo ancora conferme ufficiali, il tema ha aggiunto ulteriori tensioni alle già complesse relazioni tra Kiev e gli USA.
