In un gesto simbolico e potente, attivisti di Greenpeace Italia hanno posizionato tre statue di ghiaccio nei pressi del Colosseo per rappresentare l’impatto devastante del caldo estremo sui lavoratori. Le sculture, che raffigurano una bracciante agricola un operaio edile e un rider si sono sciolte rapidamente sotto il sole cocente, illustrando visivamente il pericolo che queste categorie professionali affrontano quotidianamente.
Un allarme per quasi un lavoratore su dieci
Le temperature record non sono più un’eccezione, ma una costante che mette a rischio la salute di milioni di persone. Secondo i dati, quasi un lavoratore su dieci è esposto a rischi significativi a causa delle ondate di calore. Le categorie più vulnerabili includono i lavoratori agricoli, gli operai edili e i rider, che spesso operano all’aperto o in condizioni non adeguatamente protette.
Le richieste di Greenpeace e CGIL al governo
Insieme a Greenpeace, la CGIL ha presentato una serie di richieste urgenti al governo Meloni per affrontare questa crisi. Tra le principali richieste ci sono:
- L’adozione di un piano di uscita dal gas entro il 2035
- L’introduzione di una tassazione permanente sui profitti delle industrie del gas e del petrolio per finanziare la transizione energetica verso fonti rinnovabili
- L’adozione di misure tempestive per proteggere le categorie più a rischio e tutti i cittadini dagli impatti della crisi climatica
Tutele immediate per i lavoratori
La segretaria confederale della CGIL, Francesca Re David ha sottolineato la necessità di tutele immediate per i lavoratori. “Il caldo estremo non è più un’emergenza occasionale: richiede risposte strutturali”, ha dichiarato. Tra le misure proposte ci sono una cassa integrazione obbligatoria nelle ore più calde e una riorganizzazione degli orari di lavoro anche per i rider, il cui rapporto di lavoro si conferma di fatto subordinato.
Re David ha inoltre evidenziato la necessità di climatizzare gli ambienti di lavoro al chiuso e di tassare i profitti record delle industrie fossili. “Occorre destinare una parte significativa di queste risorse all’incentivazione delle energie rinnovabili”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza della transizione energetica.
Le responsabilità delle industrie fossili
Simona Abbate campaigner ‘clima ed energia’ di Greenpeace Italia, ha ricordato che in Europa sono morte 200 mila persone in quattro anni a causa del caldo estremo. “Questa strage annunciata ha dei colpevoli: le industrie petrolifere e le politiche energetiche basate sui combustibili fossili dei governi complici”, ha dichiarato.
Abbate ha sottolineato la necessità di far rispettare il principio “chi inquina paga” e di riconoscere le responsabilità delle industrie fossili. “È arrivato il momento di agire”, ha concluso, richiamando l’attenzione sulla necessità di politiche energetiche sostenibili e responsabili.
