Iran e Oman fanno un passo avanti sullo Stretto di Hormuz: raggiunto un accordo preliminare sulle rotte di navigazione, mentre Trump valuta la tregua nella guerra ma avverte che senza un’intesa potrebbero ripartire le tensioni.
Iran e Oman verso un’intesa sullo Stretto di Hormuz: definito il corridoio per la navigazione
Iran e Oman hanno raggiunto un accordo preliminare sulle modalità di transito nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo. A comunicare l’avanzamento dei negoziati è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dall’emittente Al Arabiya. I due Paesi avrebbero concordato «le caratteristiche geografiche del percorso» destinato al traffico navale e starebbero completando gli ultimi passaggi prima della pubblicazione di una dichiarazione congiunta.
L’accordo, frutto di settimane di trattative, prevederebbe un meccanismo temporaneo della durata di 60 giorni, con la possibilità di una proroga. L’obiettivo sarebbe quello di favorire la stabilizzazione dell’area, consolidare il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e consentire la ripresa dei negoziati sul programma nucleare iraniano. Nel confronto diplomatico sarebbero stati coinvolti anche Qatar, Pakistan e Arabia Saudita, mentre la Casa Bianca avrebbe avuto un ruolo diretto nei colloqui attraverso diversi contatti tra l’inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il ministro degli Esteri dell’Oman Badr al-Busaidi.
Il piano allo studio stabilirebbe anche nuove modalità per il passaggio delle navi nello Stretto: il traffico diretto verso il Golfo dovrebbe utilizzare una corsia settentrionale nelle acque iraniane, mentre le imbarcazioni in uscita verso il Mar Arabico seguirebbero una rotta meridionale sotto il coordinamento dell’Oman e di Teheran. Non sarebbero previsti pedaggi o tariffe nei primi 60 giorni. Inoltre, entro un mese, le parti lavorerebbero alla rimozione delle mine dalla zona centrale dello Stretto, che potrebbe poi diventare il corridoio principale nell’ambito di un futuro accordo permanente.
Guerra, l’annuncio dell’Iran: “Raggiunto accordo con Oman su Hormuz”. La reazione di Trump
Nonostante il passo avanti diplomatico, l’Iran invita alla prudenza e sottolinea che la situazione resta condizionata dalle tensioni con gli Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha precisato che un’intesa con Mascate “non può, di per sé, significare che lo stretto sia diventato sicuro per le navi di passaggio”. Secondo Teheran, infatti, rimarrebbero ancora diversi fattori di rischio, tra cui “il blocco navale statunitense e altre azioni contro l’Iran e i suoi interessi“. Baghaei ha spiegato che la chiusura dello Stretto sarebbe stata una conseguenza “dell’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran”, con conseguenze sulla sicurezza dell’intera regione.
Il portavoce iraniano ha inoltre aggiunto che il processo potrebbe subire rallentamenti qualora intervenissero “alcune terze parti”. Anche all’interno del parlamento iraniano non mancano critiche verso Washington: Esmail Kowsari, membro della commissione per la sicurezza nazionale, ha definito l’approccio di Trump ai negoziati “contraddittorio e inaffidabile“, accusando il presidente americano di aver alternato annunci sull’apertura dello Stretto e minacce contro Teheran. Dal canto suo, Donald Trump ha ribadito la linea dura degli Stati Uniti, affermando che lo Stretto “aprirà molto presto oppure subiranno un colpo durissimo“. Il presidente americano ha poi assicurato che l’Iran “non avrà mai un’arma nucleare” e ha raccontato di aver rinunciato a un possibile attacco dopo l’avvio di un dialogo con Teheran.
