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Guerra in Ucraina, Alisa percorre 17 km con l’anziano cane in spalla fino al confine con la Polonia

Alisa ha lasciato il marito in patria e lei è riuscita a raggiungere la Polonia. Per 17 km ha portato sulle spalle il suo anziano cane.

Ucraina cane in spalla

È la guerra degli orrori. È la guerra in cui a perdere la vita sono soprattutto gli innocenti, i bambini, i civili che tentato di fuggire ma la cui vita viene stroncata a pochi chilometri dalla salvezza. La sofferenza più profonda è impressa nei volti delle donne in fuga, costrette a salutare i mariti e forse a non rivederli mai più.

La paura e lo smarrimento pervadono i più piccoli, che lasciano casa, giochi, amici e parenti, imboccando la strada verso una meta incerta e un futuro tutto da costruire. I bambini si stringono ai padri e sperano di riabbracciarli presto. L’augurio è che quanto prima le loro grandi mani accarezzino di nuovo i volti magri o paffuti dei loro figli. Per i bambini dell’ospedale di Mariupol, bersaglio di un bombardamento russo, terrore e devastazione arrivano prima ancora di vedere la luce.

Come ogni guerra, anche quella in Ucraina potrà essere vinta – almeno simbolicamente – con l’amore di chi ancora crede nella bellezza della vita, nell’altruismo, nella gentilezza e nella solidarietà. Lo testimonia la storia di Alisa, che commuove il mondo intero. 

Guerra in Ucraina, Alisa percorre 17 km con il suo cane in spalla

Ha abbandonato la sua casa per mettersi al riparo dalle devastazioni della guerra: così Alisa è partita da Kiev e ha percorso 140 km, di cui gli ultimi 17 percorsi a piedi.

Con lei un compagno d’eccezione: Alisa ha intrapreso l’ultimo tratto verso la salvezza portando in spalla il suo anziano cane.

Pulya è un esemplare di pastore tedesco, ha 12 anni e mezzo e fatica a camminare in autonomia. Alisa non poteva scappare senza di lei: così lo ha preso in braccio e lo ha trasportato di peso fino al confine polacco.

La storia di Alisa: le sue parole

“Abbiamo perso molte cose. Abbiamo perso mio padre. Ho lasciato mio marito al confine. Il mio cuore è spezzato perché non sono mai stata senza di lui. È una parte di me, la parte più grande di me, e ora non è con me. Non ci sono uomini con noi“. A parlare è Alisa, che ha raccontato la sua fuga al Guardian.

La 35enne ha confidato: “Il 23 febbraio ho perso inaspettatamente mio padre, all’età di 59 anni. Il giorno dopo è iniziata la guerra. Mentre molte persone lasciavano Kiev, noi cercavamo di preparare le carte per il suo funerale”. L’incombere della guerra, tuttavia, non ha permesso alla sua famiglia di celebrare il funerale di suo padre, dedicandogli un ultimo saluto. Così il suo corpo è rimasto in obitorio.

Alisa ha raccontato lo sforzo intrapreso per lasciare l’Ucraina: “Sono una programmatrice informatica e lavoro per un’azienda tedesca. Loro mi hanno aiutato a lasciare l’Ucraina per arrivare in Polonia. Abbiamo lasciato Kiev su una piccola Peugeot 307. Eravamo in nove, io, mia mamma, mia sorella, i nostri due mariti, quattro bambini e due cani di grossa taglia, tra cui un anziano pastore tedesco. Era impossibile muoversi all’interno dell’auto. Abbiamo guidato per 16 ore in un villaggio a circa 140 km da Kiev”.

Quindi ha aggiunto: “Vicino al confine con la Polonia c’erano molte macchine e non potevamo rimanere in macchina per i successivi tre o cinque giorni, quindi abbiamo deciso di camminare per gli ultimi 17 km fino al confine. Siamo partiti alle 4 del mattino: c’erano -7°. È stato un viaggio difficile tra montagne e fiumi. I miei bambini piangevano per il freddo. Avrei voluto piangere anch’io ma non potevo arrendermi. È stata una mia idea quella di andare al confine”.

Con lei c’era anche Pulya, che ha provato a proseguire in autonomia ma dopo circa 1 km le sue zampe hanno ceduto. “Ho fermato alcune auto e ho chiesto aiuto ma tutti si sono rifiutati di caricarlo. Anzi, ci hanno consigliato di lasciare i cani. Ma loro fanno parte della nostra famiglia. Il mio cane ha vissuto tutti i momenti felici e tristi con noi. Il cane è di mia madre è tutto ciò che le è rimasto della sua vita precedente”, ha detto Alisa.

Il dolore di Alisa: “Mio marito mi dà la forza in questo momento”

Alisa non nasconde il dolore che affronta e confida: È stato difficile lasciare l’Ucraina. All’inizio ho perso mio padre e ora lascio lì mio marito. Mio marito è una parte importante di me, è il mio migliore amico, assistente, consigliere. Il nostro amore sconfinato è ciò che mi dà la forza in questo momento“.

Quindi ha aggiunto: “Tutto è rimasto a Kiev, la mia vita, i miei gadget, tutto. Ma queste sono solo cose. Le uniche, vere cose che ho lasciato in Ucraina sono il corpo di mio papà e mio marito. Mio padre è ancora all’obitorio e spero che quando tornerò sarà ancora lì. Gli farò il miglior funerale che posso”.

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