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Guerra in Ucraina, Putin: “Le pressioni dei Paesi ostili sono quasi un’aggressione”

"L'Occidente vuole cancellarci dalla mappa", dichiara il primo ministro russo. Per Zelensky l'Ucraina "non è ansiosa" di parlare con Putin, ma è necessario.

Putin Paesi ostili

Mentre il presidente ucraino Zelensky lancia un nuovo allarme al mondo, parlando di un “genocidio” nel Donbass, il presidente russo Vladimir Putin torna ad attaccare i Paesi ostili.

Putin di nuovo contro i Paesi ostili

Putin torna a scagliarsi contro l’Occidente, prima paragonato ai nazisti e accusato di voler “distruggere la cultura russa” e poi attaccato perché vorrebbe cancellare la Russia dalle mappe.

Per il presidente russo le pressioni esercitate da una serie di Paesi ostili rappresentano “quasi un’aggressione”. Lo riporta la Tass.

Il primo ministro russo Mikhail Mishustin ha dichiarato: L’Occidente sta cercando di cancellare il nostro Paese, di rimuoverlo dalla mappa del mondo. Vengono imposte sanzioni finanziarie, economiche, umanitarie, la discriminazione e le pressioni continuano nei campi della scienza, dello sport, della cultura, e sui nostri compatrioti all’estero”, solo perché “stiamo proteggendo i nostri interessi nazionali”.

Zelensky: “Nessuna ansia di parlare a Putin”

Mentre gli attacchi di Putin sono all’ordine del giorno e le devastazioni della guerra in Ucraina non si fermano, Zelensky ribadisce la sua disponibilità a incontrare il presidente russo.

Ha precisato che l’Ucraina “non è ansiosa” di parlare con Putin, ma “deve affrontare la realtà e sarà necessario per porre fine alla guerra”. Infatti, Zelensky ha sottolineato checi sono cose da discutere con il presidente russo.

Cosa vogliamo da questo incontro? Rivogliamo le nostre vite.

Quindi ha ribadito: “Rivogliamo la vita di un Paese sovrano all’interno del proprio territorio, ma la Russia non sembra essere pronta per seri colloqui”.

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