La tensione tra Stati Uniti e Iran continua ad aumentare tra accuse reciproche, minacce militari e tentativi di mediazione diplomatica. Le dichiarazioni di Donald Trump sul fragile cessate il fuoco e le nuove sanzioni contro Teheran confermano un quadro internazionale sempre più instabile nella guerra, con forti ripercussioni sugli equilibri del Medio Oriente e sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz.
Guerra Iran-Usa: nuove sanzioni, minacce militari e pressione internazionale
La crisi continua ad aggravarsi anche sul fronte economico e militare. Gli Stati Uniti hanno introdotto nuove sanzioni contro dodici individui ed entità accusati di aver facilitato la vendita di petrolio iraniano alla Cina. Il Dipartimento del Tesoro ha spiegato che le misure rientrano nell’operazione “Economic Fury”, finalizzata a colpire le risorse finanziarie destinate ai programmi nucleari e militari iraniani.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che l’iniziativa continuerà “a privare il regime dei finanziamenti destinati ai suoi programmi bellici, ai suoi gruppi terroristici e alle sue ambizioni nucleari”.
Da Teheran sono arrivate nuove minacce di risposta armata. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha scritto su X che “le nostre forze armate sono pronte a rispondere in modo esemplare a qualsiasi aggressione” e che “siamo pronti per tutte le opzioni: rimarranno sbalorditi”.
Trump, dal canto suo, ha ribadito di non sentirsi sotto pressione: “Avremo una vittoria completa”, sostenendo inoltre che la “resa dell’Iran avverrà sicuramente”.
Secondo indiscrezioni riportate dalla CNN, il presidente americano starebbe valutando con crescente attenzione nuove operazioni militari, irritato dalla situazione nello Stretto di Hormuz e dalle divisioni interne alla leadership iraniana. Anche gli Emirati Arabi Uniti sarebbero entrati nel conflitto con raid mirati contro obiettivi iraniani, tra cui una raffineria sull’isola di Isola di Lavan nel Golfo Persico, segnale di un Medio Oriente sempre più instabile e vicino a un possibile allargamento della crisi.
Guerra Iran, Trump lancia un avvertimento: “La tregua ha l’1% di possibilità di sopravvivere”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha descritto il cessate il fuoco con l’Iran come estremamente fragile, sostenendo che sia “debolissimo, attaccato alle macchine per sopravvivere dopo quella proposta spazzatura che ci hanno mandato”. Secondo il tycoon, la tregua avrebbe appena “l’1% di chance di tenere”, anche se ha ribadito che una soluzione diplomatica resta “molto possibile”. Washington continua inoltre a sorvegliare le riserve residue di uranio arricchito iraniano e, come dichiarato da Trump, “a un certo punto” gli Stati Uniti potrebbero prenderne il controllo.
Nel frattempo, Teheran ha respinto l’ultima proposta americana per porre fine al conflitto. “Non mi piace la loro risposta, è totalmente inaccettabile”, ha affermato il presidente statunitense. Nonostante ciò, il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha lasciato aperta la possibilità di un dialogo con Washington, dichiarando: “Riteniamo possibile negoziare, se si raggiungerà saremo fedeli ai nostri impegni”.
Parallelamente, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha avvertito che “l’Iran reagirà se costretto”. Sul piano internazionale cresce intanto la preoccupazione per la sicurezza energetica: a Bruxelles si riuniscono i ministri degli Esteri dell’Ue, mentre Francia e Regno Unito guideranno un incontro con 40 Paesi dedicato alla sicurezza dello Stretto di Hormuz.