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Guerra Russia Ucraina, Peskov: “Pagamento in rubli anche per altri beni e materie prime”

Guerra Russia Ucraina: il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha asserito che Mosca imporrà il pagamento in rubli anche per altri beni e materie prime.

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Guerra Russia Ucraina: il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha annunciato che Mosca imporrà il pagamento in rubli non solo delle forniture di gas ma anche per l’acquisto di altri prodotti e materie prime.

Guerra Russia Ucraina, Peskov contro le sanzioni a Mosca: “Gli oppositori occidentali sono capaci di qualsiasi follia”

Nel primo pomeriggio di domenica 3 aprile, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito all’andamento della guerra in Ucraina e ai rapporti di Mosca con l’Occidente.

In occasione di un’intervista rilasciata al canale televisivo Rossiya 1, commentando la promulgazione di sanzioni contro la Russia da parte dell’Unione Europea e degli Stati Uniti d’America, il portavoce del Cremlino ha dichiarato: “Alcuni anni fa, nessuno avrebbe potuto immaginare che fosse possibile imporre sanzioni contro un capo di stato, abbiamo già oltrepassato il limite della ragione: si scopre che gli oppositori occidentali della Russia sono capaci di qualsiasi follia.

Nessun Paese nella storia ha subito così tante sanzioni contro la Russia. L’Occidente è un’oasi per i criminali in fuga“.

Sulla decisione di accettare esclusivamente pagamenti in rubli per le forniture di gas da parte dei clienti europei, Peskov ha spiegato che la Russia “non minaccia nessuno” ma, in considerazione del contesto ostile nel quale si ritrova a vivere, ha “bisogno di coprire i rischi”. Inoltre, il portavoce ha precisato che Mosca “non vuole rendere la vita difficile agli acquirenti occidentali” ma ha anche rivelato che l’obbligo dei pagamenti in rubli non riguarderà soltanto le forniture di gas.

La misura, infatti, verrà presto estesa anche all’acquisizione di altri beni.

Peskov: “Pagamento in rubli anche per altri beni e materie prime”

Inoltre, l’agenzia Ria Novosti ha riportato che, secondo il Cremlino, le sanzioni occidentali contro Mosca velocizzeranno l’erosione della fiducia del mondo nei confronti del dollaro e dell’euro.

Il portavoce Peskov, quindi, rivolgendosi in modo diretto all’Occidente, ha avvertito: “Non può esserci un vuoto o un isolamento completo per la Russia, è tecnologicamente impossibile nel mondo moderno, il mondo è molto più grande dell’Europa e la stessa Russia è molto più grande dell’Europa.

Prima o poi l’Europa dovrà dialogare con noi, che Washington lo voglia o meno – e ha aggiunto –. Le sanzioni dimostrano che l’Occidente è capace di qualunque follia ed eroderanno la fiducia nell’euro e nel dollaro. I pagamenti avverranno in rubli anche per altri beni. Non minacciamo nessuno ma dobbiamo contenere i rischi”.

“Ipoteticamente possibile” incontro Putin-Zelensky: Mosca conseguirà tutti i suoi obiettivi

Nel corso della sua intervista, il portavoce del Cremlino ha anche auspicato che la firma di una bozza di accordo tra Kiev e Mosca avvenga quanto prima. In seguito alla firma dell’accordo, Peskov non esclude che sarebbe “ipoteticamente possibile” organizzare un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il portavoce del capo del Cremlino, infatti, ha sottolineato: “Putin non ha mai rifiutato di incontrare Zelensky. Un incontro, sì, è ipoteticamente possibile. Ma perché si tenga è necessario che un documento specifico maturi nel lavoro delle due delegazioni. Non un insieme di idee, ma un documento scritto specifico. Poi sarà la volta di questo incontro”.

A proposito degli obiettivi fissati da Putin per la sua operazione militare speciale in Ucraina, Peskov ha confermato che la Russia riuscirà a perseguire tutti gli obiettivi che si è prefissata all’inizio dell’invasione.

Guerra Russia Ucraina, Kiev: “Distrutta la più grande raffineria del Paese a Kremenchuk”

Nella giornata di venerdì 1° aprile, l’esercito russo ha condotto un raid missilistico che ha distrutto la più grande raffineria esistente in Ucraina. Secondo quanto riferito dal Kyiv Independent, la struttura, ubicata a Kremenchuk, è stata rasa al suolo dalle forze nemiche inviate da Mosca.

La vicenda è stata commentata dal quotidiano ucraino che ha sottolineato come il Cremlino sia inesorabilmente continuando a prendere di mira i depositi di petrolio dell’Ucraina: basti pensare a quanto accaduto nei giorni scorsi a Leopoli oppure a Dnipro.

In questo contesto, nel primo pomeriggio di domenica 3 aprile, è stata segnalata una forte esplosione in corrispondenza del villaggio di Tomarokva, nella regione russa di Belgorod, situato a circa 40 chilometri dal confine con l’Ucraina. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Ria Novosti. Sempre nella regione di Belgorod, il Cremlino aveva asserito che le forze ucraine avessero attaccato i depositi di petrolio situati nell’area nella mattinata di venerdì 1° aprile. La paternità dell’attacco, tuttavia, era stato rapidamente smentito dal Governo di Kiev.

Cremlino: “Non abbiamo bombardato e ucciso i civili a Bucha, foto fake”

In seguito alla diffusione di foto e video che ritraggono il massacro di civili a Bucha, città situata a nord- ovest della capitale ucraina Kiev, Mosca è intervenuta asserendo di non aver attaccato l’area.

A questo proposito, la Tass ha riferito che il Ministero della Difesa russo ha respinto le accuse rivolte al Cremlino rispetto all’attacco e ha descritto le foto e i video scioccanti dei morti ammazzati a Bucha come “fake” prodotti dal Governo di Kiev e dai media occidentali.

Mosca ha anche asserito che la cittadina a nord-ovest della capitale ucraina è stata bombardata dalle truppe ucraine quando la zona era ancora sotto il controllo dell’esercito russo.

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