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Licenziamento: le tipologie e la procedura da seguire
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Licenziamento: le tipologie e la procedura da seguire

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Licenziare qualcuno è sempre difficile, scopri come fare in base all'azienda per cui si lavora.

Ci sono casi in cui, con l’insorgere di problemi con un dipendente, potrebbero non essere sufficienti le “buone maniere” e i tentativi per addestrarlo a svolgere un buon lavoro o tenere un comportamento adeguato. Se nonostante tutto il dipendente quindi non dovesse migliorare le sue capacità, l’unica via d’uscita rimane il licenziamento. Stessa spiacevole condizione potrebbe verificarsi al mutare delle condizioni economiche aziendali, che potrebbero provocare un esubero di personale. Come fare quindi per licenziare un dipendente in maniera educata e sicura?

Licenziamento dipendete: come fare?

Innanzitutto per evitare di arrivare a casi estremi come quello del licenziamento, sarà bene aver stabilito precedentemente le regole di condotta desiderate sul luogo di lavoro. In secondo luogo è sempre bene parlare con il dipendente, per metterlo in guardia dal protrarre gli atteggiamenti errati che lo porterebbero al licenziamento. È consigliabile inoltre attuare una valutazione annuale dei dipendenti, per poter individuare eventuali carenze e trovare le soluzioni per porvi rimedio.

Il licenziamento dovrà sempre avvenire per mano del titolare o persona da lui delegata.

Le prime “segnalazioni” al dipendente sarebbe bene arrivassero in maniera formale, magari con una mail alla quale “pretendere” una risposta, per concedere al lavoratore la possibilità di una replica, oppure se la discussione è stata verbale, si potrebbe far firmare al dipendente un documento che riporti quanto detto in quella sede. Arrivati al fatidico momento in cui fossero risultati vani tutti i tentativi di riappacificazione, è bene sapere alcuni dettagli prima di muoversi nel licenziare un dipendente. Bisogna specificare che un soggetto rischia di perdere il posto di lavoro o per gravi inadempienze, quindi incorrendo in un licenziamento disciplinare, oppure per decisione interne aziendali (tagli del personale).

Tipologie di licenziamento

Tre sono le tipologie di licenziamento:

  • per giusta causa:il licenziamento senza giusta causa potrà verificarsi solamente per i lavoratori ancora in prova. Il datore di lavoro non potrà licenziare un dipendente per il colore della propria pelle, per il credo religioso o qualsivoglia forma di discriminazione, anche sessuale.

    La giusta causa invece si verifica quando sussiste una circostanza così grave da non permettere il proseguimento del rapporto lavorativo, nemmeno a livello temporaneo. Nella giusta causa rientra il rifiuto reiterato di eseguire determinate mansioni che invece spettano al dipendente, il rifiuto a riprendere l’attività lavorativa dopo un periodo di malattia, lavoro presso terzi durante lo stesso periodo di malattia, furto di beni aziendali, condotte particolarmente gravi anche al di fuori dell’ambiente lavorativo, come atti criminosi.

  • per giustificato motivo soggettivo: attuabile in casi di una condotta disciplinare, da parte del lavoratore, rilevante sotto l’aspetto disciplinare. In questa casistica possono rientrare insubordinazione verso i superiori, assenze ingiustificate per oltre i 4 giorni lavorativi, atteggiamenti rissosi all’interno dell’azienda e non necessariamente nel reparto di appartenenza.
  • per giustificato motivo oggettivo: possibile se l’azienda dovesse trovarsi in una situazione di crisi economica, riassetto della produzione con relativo miglioramento della ridistribuzione del personale.

Il licenziamento in base al numero di dipendenti

Per le aziende fino a 15 dipendenti, la procedura da attuare per licenziare è piuttosto semplice e saranno previsti solamente due adempimenti cioè l’invio della lettera contenente le motivazioni della cessazione del rapporto lavorativo presso il domicilio del lavoratore dipendente seguito dall’invio della comunicazione della cessazione del rapporto al centro dell’impiego di competenza.

L’invio dovrà necessariamente avvenire via telematica ed entro e non oltre 5 giorni dalla fine del rapporto. Per le aziende agricole, il limite di lavoratori per poter attuare questa procedura è 5.

Per le aziende con più di 15 dipendenti invece, o 5 per le aziende agricole, sono previsti due tipi di licenziamenti: individuali e collettivi e la procedura è chiaramente più complessa. Per i licenziamenti individuali per giusta causa/giustificato motivo soggettivo dovrà avvenire comunicazione scritta al lavoratore. Nel caso del licenziamento per giustificato motivo oggettivo invece l’azienda dovrà inviare una comunicazione, prima della fine del rapporto, sia al lavoratore che alla Direzione competente del territorio. Inoltre entro e non oltre 7 giorni dovrà avvenire un incontro di entrambe le parti, al fine di trovare una via alternativa al licenziamento, presso la commissione provinciale di conciliazione. Nel caso di licenziamenti collettivi invece l’azienda potrà ricorrervi per almeno 5 lavoratori in 120 giorni. In questi casi, essendo la situazione più delicata, oltre ai passi per il licenziamento individuale, dovranno essere messi in atto ad esempio degli incontri con i sindacati.

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