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Hiv a Roma: sale a 29 il numero delle donne contagiate dal virus
Cronaca

Hiv a Roma: sale a 29 il numero delle donne contagiate dal virus

HIV A ROMA

E’ sempre più psicosi Hiv a Roma, dopo il maxi contagio causato dall’indagato Valentino T. che ha ammesso di avere intrattenuto relazioni di tipo sessuale con tantissime donne, nella capitale, per lo più conosciute attraverso i social network. L’uomo, al momento, è rinchiuso nel carcere romano, e il tribunale di riesame ha confermato la misura di custodia cautelare, opponendosi alla concessione degli arresti domiciliari, proprio per evitare che l’uomo possa contagiare altre donne.

Intanto sono 29 le donne per le quali è stato accertato il contagio dell’Hiv, mentre altre dieci donne che avevano affermato di avere avuto rapporti sessuali con Valentino T., non sono state contagiate, come già accertato anche dai test diagnostici effettuati. Intanto sale di giorno in giorno il numero di donne che affermano di avere avuto relazioni con l’uomo, e che, allarmate, si sono recate presso le strutture ospedaliere per procedere ai dovuti accertamenti.

Sulla vicenda indaga la procura di Roma, con l’inchiesta affidata al pm Francesco Scavo e agli agenti di polizia di Piazzale Clodio, che proseguono senza sosta gli interrogatori delle donne vittime del contagio.

Nell’intervista rilasciata prima di natale, Valentino T. ha ammesso di avere avuto rapporti sessuali con tantissime donne, conosciute tramite le chat, e di avere agito con assoluta leggerezza, ma ha anche ammesso che le sue intenzioni non erano quelle di fare del male alle partner. Valentino T. ha anche ammesso che molte donne che hanno avuto rapporti sessuali con lui, erano perfettamente consapevoli del rischio di contrarre l’Hiv e di avere dato deliberatamente il proprio consenso.

Secondo il gip Alessandro Arturi, l’uomo, invece, avrebbe agito con l’intento di contagiare le donne, essendo l’uomo sieropositivo già dal 2006. L’avvocato di Valentino T. è intervenuto ai microfoni di Chi l’ha visto, difendendo il comportamento del proprio assistito, definito ‘un normale ragazzo, non drogato e non trasandato, reo solo di avere commesso una leggerezza‘.

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