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"I fascisti li combattiamo coi fucili": scoppia il caso Lorenzo Pacini, FdI chiede l'espulsione dal Pd

"I fascisti li combattiamo coi fucili": scoppia il caso Lorenzo Pacini, FdI chiede l'espulsione dal Pd

Bufera su Lorenzo Pacini, candidato alle primarie del Pd per la corsa a sindaco di Milano, dopo le dichiarazioni che hanno acceso lo scontro con FdI.

Bufera nel Pd milanese dopo le dichiarazioni di Lorenzo Pacini, candidato alle primarie per il sindaco di Milano, che a La Zanzara ha parlato di “fucili” contro i fascisti. Le sue parole hanno scatenato la reazione di Fratelli d’Italia, che chiede provvedimenti da parte di Elly Schlein.

“I fascisti li combattiamo coi fucili”: bufera sull’esponente del PD Lorenzo Pacini

Nel Pd milanese è esplosa una dura polemica dopo le dichiarazioni di Lorenzo Pacini, esponente del Pd Milano 1 e candidato alle primarie per il sindaco del capoluogo lombardo. Ospite della trasmissione La Zanzara su Radio 24, Pacini ha utilizzato toni molto duri parlando degli avversari politici e del generale Roberto Vannacci. “Vannacci viene sconfitto al voto, con proposte radicali di sinistra.

Noi i fascisti li combattiamo alle urne e poi, a un certo punto, se serve, se servirà, coi fucili“, ha affermato, aggiungendo: “Bisogna capire quanto tempo potrete ancora parlare… Poi ci sono altri modi per ricacciarvi indietro. L’abbiamo fatto una volta e abbiamo vinto“.

Le parole hanno immediatamente acceso il dibattito, suscitando forti critiche nei confronti dell’esponente dem.

Di fronte alle polemiche, Pacini ha tentato di chiarire il significato delle sue dichiarazioni con un messaggio pubblicato sui social, sostenendo: “Finché siamo in democrazia, l’unico modo per sconfiggere la destra è con la sinistra coraggiosa“. Ha poi precisato: “Se arrivano i fascisti, se la democrazia salta, allora è un’altra storia. L’antifascismo da salotto TV non ci interessa. L’insegnamento dei partigiani rimane sempre quello. Non un passo indietro. Non ci fate paura. Vi abbiamo sconfitti una volta, lo faremo ancora“. Le spiegazioni, però, non sono bastate a spegnere la controversia.

 

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FdI chiede l’espulsione di Lorenzo Pacini dal Pd: la replica del candidato dem

A intervenire con durezza è stato il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, esponente di Fratelli d’Italia, che ha chiesto un provvedimento nei confronti di Pacini e ha chiamato in causa direttamente la segretaria del Partito democratico. “Di fronte alle deliranti affermazioni su Radio 24 di Lorenzo Pacini la segretaria del Pd Schlein ha l’obbligo politico, etico e morale di espellerlo dal Pd“, ha dichiarato. Secondo Rampelli, “invocare i fucili come strumento di eliminazione di qualunque avversario politico… è un’affermazione che non deve avere spazio né può trovare giustificazioni“, arrivando a sostenere che “la furia con cui Pacini ha ribadito più volte il concetto di eliminare il centrodestra dovrebbe essere perseguita per legge per istigazione all’odio politico“. L’esponente di FdI ha infine definito Pacini “un odiatore seriale e potenziale cecchino” che “dovrebbe immediatamente essere cacciato da un partito davvero democratico“.

L’esponente del Pd ha respinto le accuse, replicando a Fanpage.it con un duro contrattacco: “Quando ha finito di occuparsi di cosa dovrebbe fare il Pd, Rampelli potrebbe spiegare agli italiani come mai il gasolio e la benzina sono sopra ai 2 euro al litro. Sempre che nel frattempo non siano impegnati a difendere condannati in via definitiva per duplice omicidio, o a fare i tirapiedi di Trump. Ognuno ha le sue priorità…”.

La vicenda si inserisce così nell’ennesimo scontro politico sul tema dell’antifascismo e del linguaggio pubblico, con Fratelli d’Italia che accusa il Pd di non prendere le distanze dalle parole del proprio esponente e Pacini che sostiene invece che le sue dichiarazioni siano state estrapolate dal contesto e strumentalizzate per alimentare la polemica.

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