La vita di Diego Dalla Palma intreccia bellezza, arte e dolore personale. Tra riflessioni sulla morte, perdono e ferite infantili, l’artista esplora la propria esistenza con onestà disarmante, mostrando come il coraggio di affrontare il passato e la curiosità verso l’ignoto possano convivere con la creatività e la ricerca di senso.
“Un prete ha abusato di me”: la confessione di Diego Dalla Palma
Lo spettacolo in scena non si limita a celebrare l’arte: racconta amori, tradimenti e ferite profonde. Nonostante i dolori del passato, Dalla Palma sottolinea la sua capacità di perdonare: “Non riesco a fare a meno di perdonare nonostante torti mostruosi”. Tra i ricordi più dolorosi, emerge la vicenda degli abusi subiti da un prete durante l’infanzia: “Avevo perdonato pure lui, ma gli ho mentito quando mi ha chiamato in punto di morte per chiedermi: ‘Mi vuoi bene?’. Un pensiero tortuoso, aberrante. E lui non ha chiesto perdono”.
L’artista, classe 1950, riflette anche sul suo rapporto con la bellezza e con la natura: “Col passare degli anni ho capito che è una categoria dello spirito… per me va a braccetto con l’atipicità, con la diversità. Non è omologazione”. La sua vita e carriera, tra trucco, scrittura e televisione, rimangono un esempio di passione creativa e ricerca interiore, in equilibrio tra arte, perdono e autenticità.
Diego Dalla Palma torna a parlare della morte: “La sto attendendo con gioia”
Diego Dalla Palma torna a parlare della sua recente dichiarazione sulla “morte programmata”, spiegando come le sue parole abbiano suscitato reazioni sproporzionate: “Quando ho parlato della morte si è scatenato un plotone di esecuzione”. Intervistato da Il Giorno, si chiede con forza: “Ma dai! Perché bisogna a tutti i costi giudicare qualcuno che ha un pensiero diverso?”. Per il celebre make-up artist, la morte non è un tabù, ma un richiamo affascinante: “Il coma mi ha imparentato con lei, la sto attendendo con gioia. Il mio spirito ha bisogno di un’altra dimensione”.
In scena oggi a Milano con lo spettacolo “Perché no?”, Dalla Palma riflette sul tempo che passa e sul bisogno di prendersi una pausa: “A me sembra ieri pomeriggio il tempo in cui mettevo le monetine nel jukebox per ascoltare le canzoni degli anni Sessanta. Ed è già ora di andare fuori da i cogl…i. Ho bisogno di andare. Anche se la consapevolezza che mi ha dato questo viaggio teatrale è un regalo meraviglioso”.