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"È impazzito? Un narcisista": cresce l’allarme sulla salute mentale di Trump

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Donald Trump, salute mentale e azioni imprevedibili: delirio di grandezza, narcisismo e crescente allarme tra gli esperti.

Negli ultimi tempi, il comportamento di Donald Trump ha messo in luce un mix inquietante di narcisismo, delirio di grandezza e interpretazione personale della realtà. Dai premi immaginari alle ambizioni territoriali come la Groenlandia, il presidente appare sempre più immerso in un mondo costruito attorno al proprio ego, suscitando preoccupazione non solo tra esperti di salute mentale, ma anche tra i suoi fedelissimi.

Donald Trump: ambizioni internazionali e comportamenti controversi

Accanto al delirio di grandezza, emergono preoccupazioni concrete sul suo impatto politico e diplomatico. La lettera inviata al premier norvegese Jonas Gahr rivela la percezione di Trump di essere stato privato di un Nobel che, secondo lui, meritava per aver fermato guerre: “non mi sento più obbligato a pensare puramente alla pace“.

La sua ossessione per la Groenlandia, ignorando trattati che ne riconoscono la sovranità danese, è un ulteriore esempio del suo approccio irrazionale alla politica internazionale. Rivolgendosi ai giornalisti da Miami, ha dichiarato: “Non credo che si opporranno troppo. Dobbiamo averla“, minimizzando le implicazioni legali e diplomatiche.

“È impazzito? Un narcisista”. Trump, dubbi sulla sua salute mentale anche tra i fedelissimi

Questo comportamento si accompagna a un crescente allarme sulla sua stabilità mentale. Robert Reich, ex ministro del Lavoro, sostiene: “Se Trump prima era razionale, ora non lo è più“. Gli episodi si susseguono: dai vertici confusi alle reazioni bizzarre agli attentati, fino alle continue provocazioni su economia, politica estera e questioni sociali. Il risultato è un quadro di instabilità che non riguarda solo gli Stati Uniti, ma influenza anche gli equilibri globali.

Già nel 2017, secondo Roudinesco, “i migliori psichiatri americani definirono Trump un mélange tra sociopatico, narcisista, sadico e pericoloso, incapace di governare il suo Paese“. Questa valutazione, riproposta oggi con sempre maggiore insistenza, ha rafforzato i timori che non si tratti solo di eccentricità stilistica ma di un pattern di comportamento che influenza decisioni politiche e diplomatiche di enorme portata.

La storica e psicologa Elisabeth Roudinesco riassume questa dimensione sottolineando che “Trump vive in un mondo di sua costruzione, che vuole identico al suo desiderio di onnipotenza e godimento personale“. In un momento in cui la sua influenza sulla scena internazionale resta forte e costantemente al centro dell’attenzione, il dibattito sull’equilibrio mentale di Trump continua a essere un tema carico di implicazioni, sia sul piano interno che in quello globale.