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Incidente Eurofighter, ecco il parere del collaudatore Maurizio Cheli

Domenica scorsa c'è stato un terribile incidente mortale a Terracina durante una manifestazione aerea. Il pilota e astronauta Maurizio Cheli ha provato a spiegare meglio.

Incidente Eurofighter, ecco il parere del collaudatore Maurizio Cheli

L’incidente di Terracina

Abbiamo tutti visto le terribili e tragiche immagini dell’incidente aereo di domenica scorsa. Il 24 settembre un Eurofighter Typhoon del Reparto sperimentale volo dell’Aeronautica militare è precipitato inaspettatamente in mare durante una manifestazione a Terracina. Nulla da fare per il giovane pilota collaudatore, il capitano Gabriele Orlandi, 36enne di Cesena.

L’Eurofighter Typhoon

L’Eurofighter Typhoon è un velivolo multiruolo di quarta generazione, bimotore, con ruolo primario di caccia intercettore e da superiorità aerea. Il suo sviluppo è decollato nel 1983, con il programma Future European Fighter Aircraft, una collaborazione multinazionale tra Inghilterra, Germania, Francia, Italia e Spagna. A causa di disaccordi, la Francia ha poi lasciato il consorzio per sviluppare indipendentemente il Dassault Raffaele.

Un primo aereo di dimostrazione tecnologica, il British Aerospace EAP, ha effettuato il primo volo il 6 agosto 1986; il primo prototipo dell’Eurofighter ha invece avuto il battesimo del volo il 27 marzo 1994.

Il nome del velivolo, Typhoon, è stato formalmente adottato nel settembre 1998 e nello stesso anno sono stati firmati i primi contratti di produzione. L’Eurofighter Typhoon è un velivolo estremamente agile, progettato per un combattimento aria-aria estremamente efficace contro altri aeromobili, ed è stato descritto come secondo solo all’F-22 Raptor, anche se il Raptor è parecchio più caro.

L’intervento di Maurizio Cheli

L’astronauta dell’Esa Maurizio Cheli (58 anni) ha cercato di dare un parere più tecnico ad Askanews. Pochi meglio di lui potrebbero farlo, dato che dal 1997, per circa 15 anni, è stato il pilota collaudatore proprio dell’Eurofighter. Ma Maurizio Cheli non è solo questo: il pilota astronauta può vantare al suo attivo oltre 370 ore di attività spaziale, 5000 ore di volo su oltre 100 diversi tipi di velivoli, numerosi brevetti tra aerei ed elicotteri militari.

maurizio cheli

Non è uno spettacolo

Il collaudatore è un mestiere serissimo, e non uno spettacolo. “Mostrare l’aeroplano è parte integrante della professionalità di un pilota collaudatore, per cui non sono show, come si legge, purtroppo, molte volte sulla stampa, a sproposito, ma è una dimostrazione della tecnologia e delle capacità di un velivolo che viene svolta in maniera molto professionale: non c’è niente di inventato e viene studiata molto prima a tavolino. Poi, è sempre una impresa umana in cui o un difetto tecnico o un errore umano può sempre trovare posto”. Quindi anche il pilota più esperto potrebbe incappare in un tragico e fatale errore.

Il filmato non basta

Nonostante la sua esperienza enorme, Maurizio Cheli non se la sente di dare giudizi adesso: “Speculare sulle cause solo dal filmato è molto difficile, io preferisco, come farebbe qualunque pilota collaudatore, cercare prima di avere degli elementi tecnici e scientifici a supporto di una teoria”.

Amava questo mestiere

Rimane il dispiacere per questo dramma, ma forse, per chi, come Maurizio Cheli, ama questo mestiere, è una morte a suo modo ‘serena’.

Conclude il pilota astronauta: “Rimane il grande dispiacere di vedere un collega morire in circostanze simili però, se può risollevare il morale di chi lo conosceva e della famiglia, c’è da dire che ciò che ci spinge è la passione per il volo, e mettere a punto velivoli sempre più performanti e quindi stava facendo quello che lui aveva scelto di fare, com’è stato per me per tanti anni”.

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