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Indagati vertici Aeronautica: mistero e indagini su 2.500 componenti avionici spariti nel nulla

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Scomparsa di 2.500 componenti militari: indagati vertici Aeronautica per gestione irregolare e peculato. Tutti i dettagli sull'inchiesta.

La vicenda dei 2.500 componenti avionici spariti dai magazzini militari ha acceso i riflettori sulla gestione del materiale strategico dell’Aeronautica. Tra gli indagati ci sono vertici dell’Aeronautica e dirigenti di società esterne, mentre le procure di Roma e militare cercano di ricostruire come pezzi fondamentali dei Tornado, AMX e del C-130 siano letteralmente spariti nel nulla, sollevando interrogativi sulla sicurezza e la tracciabilità dei sistemi militari.

Indagati vertici Aeronautica: mistero su 2500 componenti avionici scomparsi

La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sulla misteriosa sparizione di circa 2.500 componenti avioniche dai cieli della Difesa, tra pezzi dei cacciabombardieri Tornado e AMX e del velivolo tattico C-130, per un valore stimato di 17 milioni di euro. Non si tratta di semplici bulloni, ma del “cuore tecnologico” dei mezzi militari, elementi fondamentali per il funzionamento e la sicurezza delle flotte.

Come riportato da Repubblica, tra gli indagati figurerebbero vertici della logistica dell’Aeronautica, generali e dirigenti di Ge Avio, multinazionale americana del gruppo General Electric specializzata nella manutenzione e progettazione di sistemi aeronautici civili e militari.

Indagati vertici Aeronautica: inchiesta, ipotesi e pesanti accuse

I magistrati stanno cercando di ricostruire il destino di questi componenti, scomparsi tra il 2021 e il 2023 dalla base di Brindisi dove Ge Avio aveva il compito di manutenzione. Come se fossero stati “cancellati, inghiottiti da un vuoto contabile e fisico insieme”, i pezzi non figurano più nei magazzini né nei registri ufficiali.

Tra le piste investigative, ancora da confermare, si ipotizza una possibile destinazione in Sud America, in particolare il Brasile. A destare sospetti ci sarebbe anche il rilascio tardivo delle certificazioni di “fuori uso”: i materiali risulterebbero scomparsi prima di essere dichiarati inutilizzabili, un dettaglio considerato dagli inquirenti centrale per distinguere tra semplice negligenza amministrativa e un’operazione più strutturata. Una superconsulenza tecnica è stata disposta per accertare il reale valore dei componenti e la loro idoneità all’impiego, perché se ancora funzionanti, si aprirebbe lo scenario di un possibile mercato parallelo costruito sulla sottrazione di materiale militare.

L’accusa è pesante: peculato, ossia l’appropriazione o la distrazione di beni pubblici affidati per ragioni d’ufficio, una violazione che, se confermata, “aprirà una ferita profonda ai vertici della filiera tecnica e amministrativa”.