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Andrea Dini, cognato del presidente Attilio Fontana, indagato per caporalato: le accuse della Procura

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Andrea Dini, cognato del presidente lombardo Attilio Fontana, è indagato per presunto sfruttamento della manodopera nella produzione di Paul&Shark.

Il cognato di Attilio Fontana, Andrea Dini, è indagato dalla Procura di Milano per presunto caporalato e sfruttamento dei lavoratori nella filiera della moda italiana. Come riportato dall’Ansa, l’indagine coinvolge aziende di rilievo come Dama Spa e Aspesi, produttrici dei capi del marchio internazionale Paul&Shark.

Indagato per caporalato Andrea Dini: precedenti e contesto aziendale

Non è la prima volta che Dama Spa finisce nel mirino della giustizia. Nel 2020, durante l’emergenza Covid-19, la società era stata coinvolta nel cosiddetto “caso camici”, con indagini sull’affidamento di forniture sanitarie per 513 mila euro, detenute al 90% da Andrea Dini. All’epoca, la difesa di Fontana sottolineava come tali fatti “non corrispondono al vissuto del Presidente”, mentre l’accusa sosteneva che l’operazione mirasse a tutelare la sua immagine politica. La vicenda si era conclusa con un proscioglimento sia per il governatore sia per il cognato e altri dirigenti.

Indagato per caporalato Andrea Dini, cognato del presidente Attilio Fontana: le accuse

Stando alle prime indiscrezioni riportate da Rai News, Andrea Dini, cognato del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, è al centro di un’inchiesta della Procura di Milano per caporalato insieme ad altre cinque persone. L’indagine riguarda Dama Spa, azienda specializzata in maglieria e abbigliamento guidata dal fratello di Roberta Dini, moglie del governatore, e coinvolge anche il marchio Alberto Aspesi. I pm Paolo Storari e Daniela Bartolucci hanno disposto un controllo giudiziario d’urgenza sulla società, motivando il provvedimento con l’esistenza di “una situazione di sfruttamento” dei lavoratori, protrattasi nel tempo “incurante” dei rilievi della Procura e della Prefettura.

Secondo l’accusa, la manodopera cinese, impiegata sette giorni su sette dalle 8:00 alle 22:00, sarebbe stata costretta a lavorare in condizioni di bisogno per la produzione dei capi del brand internazionale Paul&Shark, con sede principale a Varese. Le collezioni dell’azienda vengono distribuite nelle “località più esclusive” e online, mentre la misura adottata dalla guardia di finanza dovrà essere convalidata da un gip entro dieci giorni.