Nel cuore dell’Himalaya, una tragedia naturale ha colpito il Nepal mettendo a dura prova le forze di soccorso locali. L’Upper Trishuli Hydropower Project situato nel distretto di Rasuwa è stato teatro di una catastrofe quando una violenta piena del fiume Bhotekoshi ha travolto l’area, intrappolando centinaia di persone all’interno di un tunnel.
Le operazioni di salvataggio, coordinate dall’esercito nepalese hanno permesso di trarre in salvo 350 lavoratori e residenti ma il bilancio è ancora pesante: oltre 100 persone rimangono ancora bloccate all’interno della struttura. La situazione è resa ancora più critica dalle condizioni meteorologiche avverse e dall’elevata portata del fiume che continuano a ostacolare gli interventi.
Le cause dell’inondazione: un ghiacciaio si stacca al confine con il Tibet
Inizialmente, l’inondazione era stata attribuita a una valanga innescata da un terremoto verificatosi in Tibet mercoledì mattina. Tuttavia, un’analisi successiva condotta dall’USGS ha smentito questa ipotesi, rivelando che non si era verificato alcun sisma. La tragedia è stata invece causata dal distacco di una larga porzione di ghiacciaio al confine tra Nepal e Tibet che ha riversato un’enorme quantità di ghiaccio, rocce e detriti nel fiume già gonfio di pioggia.
Questo evento ha provocato un’inondazione improvvisa che ha spazzato via ponti, villaggi e centrali idroelettriche, tra cui l’Upper Trishuli Hydropower Project. Le acque alluvionali hanno travolto anche Trishuli Bazar nel distretto di Nuwakot il 26 agosto 2026 causando ulteriori danni e vittime.
La risposta internazionale: aiuti in arrivo per il Nepal
Di fronte alla gravità della situazione, la comunità internazionale ha iniziato a mobilitarsi per fornire assistenza al Nepal uno dei paesi più poveri dell’Asia. Il Regno Unito ha stanziato 5 milioni di sterline di aiuti, mentre gli Stati Uniti hanno promesso 500mila dollari una somma significativamente inferiore rispetto a quella britannica.
L’India confinante con il Nepal, ha inviato due voli carichi di aiuti umanitari. Il ministro degli Esteri indiano, S. Jaishankar ha annunciato l’invio di 37,5 tonnellate di materiali per l’assistenza umanitaria, medicinali e razioni alimentari, a seguito di un primo invio di 10 tonnellate di aiuti.
La regione himalayana è particolarmente vulnerabile a piogge intense, inondazioni e frane un fenomeno che si è intensificato negli ultimi anni a causa del cambiamento climatico. Le ricerche mostrano che in questa parte del mondo gli eventi meteorologici estremi comprese le ondate di calore e le precipitazioni eccezionali così come lo scioglimento dei ghiacciai sono diventati più frequenti e intensi.
Le operazioni di soccorso continuano senza sosta, mentre il mondo osserva con preoccupazione l’evolversi della situazione in Nepal. La speranza è che, grazie agli sforzi congiunti delle autorità locali e della comunità internazionale, si possa ridurre al minimo il numero di vittime e fornire un aiuto concreto alle popolazioni colpite.
