Una professoressa assunta a tempo determinato in una scuola superiore di Udine è stata sospesa in via cautelare e denunciata a seguito della circolazione di un messaggio vocale a sfondo sessuale inviato, secondo la ricostruzione emersa, a uno studente minorenne. L’episodio sarebbe avvenuto nelle prime settimane dell’anno scolastico, subito dopo l’inizio del servizio della docente, e il file audio sarebbe stato trasmesso tramite WhatsApp prima di diffondersi tra alcuni alunni.
La diffusione del vocale ha attirato l’attenzione della dirigenza dell’istituto, che ha attivato verifiche interne. Il preside ha poi disposto la sospensione cautelare dell’insegnante e ha trasmesso gli atti raccolti, compreso il file audio indicato nella segnalazione, all’Ufficio scolastico regionale. Secondo il dirigente scolastico, «Ho preso subito provvedimenti», frase resa nota nelle comunicazioni ufficiali della scuola.
Sospensione immediata e trasmissione degli atti alle autorità
A seguito dell’emergere della vicenda, il preside ha avviato un procedimento disciplinare interno e ha inviato una denuncia formale alla Procura per consentire gli accertamenti di natura penale. L’Ufficio scolastico regionale ha confermato la misura cautelare ricevendo la documentazione inviata dalla scuola.
Tra gli atti trasmessi figura il file audio che, secondo quanto riferito nell’istruttoria interna, sarebbe stato condiviso tra più telefoni cellulari all’interno dell’istituto.
Ruolo della dirigenza e obblighi di segnalazione
Il dirigente scolastico ha sottolineato che la segnalazione di fatti potenzialmente rilevanti penalmente rientra nei doveri del pubblico ufficiale che gestisce una comunità scolastica. «La situazione è sotto controllo», ha dichiarato, precisando che le misure adottate sono state tempestive per tutelare lo studente coinvolto e consentire alle autorità competenti di compiere tutte le verifiche necessarie. La sospensione cautelare, ribadisce la dirigenza, è una misura temporanea adottata durante gli accertamenti e non costituisce una condanna.
Accertamenti penali e disciplinari in corso
Gli accertamenti aperti procedono su due fronti: da una parte il procedimento disciplinare gestito dall’Ufficio scolastico regionale, dall’altra gli approfondimenti di natura penale disposti dalla Procura. Sarà compito degli organi inquirenti stabilire l’autenticità del file audio, il contesto in cui è stato prodotto e inviato e le responsabilità eventuali della docente. A fronte delle verifiche, le possibili conclusioni amministrative variano dall’archiviazione fino all’applicazione di sanzioni, inclusa la possibilità del licenziamento se emergessero prove di gravità sufficiente.
Al momento la docente non è rientrata in servizio e non risultano denunce autonome presentate dalla famiglia dello studente, secondo le informazioni disponibili. Gli organi competenti continueranno gli accertamenti per chiarire i fatti nel rispetto della presunzione di innocenza e delle garanzie procedurali previste per tutte le parti coinvolte.
La vicenda rimane aperta mentre la comunità scolastica e le autorità competenti attendono l’esito delle verifiche. Le misure adottate dalla dirigenza mirano a tutelare la sicurezza degli studenti e a garantire che le procedure disciplinari e penali seguano il loro corso fino a una conclusione definitiva.
