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Refrigerazione dei negozi al gelo: hacker spingono i termometri a 50 °C

Refrigerazione dei negozi al gelo: hacker spingono i termometri a 50 °C

Un hacker trasforma i freezers dei supermercati siciliani in fornaci, provocando la perdita di migliaia di prodotti

Durante la notte del 1° novembre, un attacco informatico ha colpito i sistemi di refrigerazione di più punti vendita della GDO siciliana. I frigoriferi, programmati per mantenere temperature di congelamento, sono improvvisamente saliti fino a 50 °C, trasformando i banchi surgelati in camere calde. Il danno più evidente è stato la perdita di circa 3.500 pezzi di prodotti surgelati, che hanno dovuto essere ritirati come rifiuto speciale.

Il sabotaggio informatico a Catania: la catastrofe dei surgelati

Alle quattro del mattino, i dipendenti del supermercato in Catania hanno scoperto, al loro arrivo, che i termometri dei congelatori segnava più di 30 gradi. Nessun avviso preventivo è stato emesso: la prima segnalazione è arrivata dai lavoratori stessi, che hanno iniziato le verifiche di routine verso le sei.

L’inviata di “Mattino Cinque”, Agnese Virgillito, ha mostrato in diretta la merce andata a male, sottolineando che “parliamo di circa 3500 pezzi di prodotti surgelati”. I dipendenti hanno dovuto sostituire gli articoli deteriorati, mentre le autorità hanno avviato le indagini.

Estensione dell’attacco in Sicilia e risposta delle istituzioni

Il gruppo Radenza, che gestisce i punti vendita Coop dell’isola, ha confermato che almeno quattro supermercati sono stati vittime dell’attacco, includendo strutture a Palermo e Ragusa.

Il direttore generale Giuseppe Spadaro ha dichiarato all’Ansa che l’incidente è avvenuto alle quattro del mattino e che le temperature dei banchi refrigerati sono state alterate, provocando il deterioramento degli alimenti. La Polizia Postale sta cercando di ricostruire la provenienza dell’attacco e ha coinvolto l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) per approfondimenti tecnici.

Il vertice di Palazzo Chigi

Il giorno successivo, martedì 3 novembre, alle 11.30, si è tenuto un incontro d’urgenza a Palazzo Chigi, coordinato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. All’evento hanno partecipato il direttore dell’Acn, il capo dell’intelligence e i rappresentanti del Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Lo scopo era valutare l’ondata di attacchi ai sistemi di refrigerazione che aveva colpito anche altri paesi europei e definire misure di risposta rapida.

L’ondata europea di guasti ai refrigeratori

Nel frattempo, la stessa tipologia di attacco ha interessato più di cento negozi in diverse nazioni europee, tra cui Belgio, Lussemburgo, Svezia, Irlanda ed Estonia. Le catene colpite includono Carrefour, Delhaize, ICA e SuperValu. In alcuni casi, i gestori hanno dovuto gettare importanti quantitativi di cibo per via delle temperature anomale. L’ultimo episodio documentato risale al 12 ottobre, quando centinaia di supermercati francesi erano stati paralizzati da un simile sabotaggio informatico.

L’Acn aveva già emesso un bollettino il 13 ottobre, consigliando alle aziende di cambiare le password predefinite, proteggere gli accessi remoti e verificare le impostazioni dei frigoriferi. Le autorità invitano inoltre i punti vendita a rafforzare i piani di emergenza per evitare perdita di merce in caso di futuri guasti.

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