Una vicenda che aggiunge nuovi elementi di inquietudine agli scontri avvenuti a Milano il 17 ottobre. Angelo De Simone, dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia, ferito alla testa durante i disordini in piazza Duomo mentre era impegnato a coordinare gli agenti, ha ricevuto una lettera contenente insulti pesanti, minacce e auguri di morte. La missiva, spedita pochi giorni dopo l’accaduto, riporta frasi di particolare violenza nei confronti del poliziotto e dei suoi uomini.
Sull’episodio sono state avviate indagini, mentre dalle istituzioni sono arrivate parole di condanna e solidarietà nei confronti del dirigente.
La solidarietà delle istituzioni e il percorso professionale di Angelo De Simone
La vicenda ha suscitato numerose reazioni istituzionali, a partire da quella del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha espresso indignazione per il contenuto della lettera, definendola “vergognosa”.
Nel manifestare la propria vicinanza al dirigente, La Russa ha ribadito il valore del lavoro svolto quotidianamente dalle forze dell’ordine, sottolineando il loro impegno nel tutelare la sicurezza pubblica e il rispetto della legalità, anche quando la loro incolumità è messa a rischio. Anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha espresso solidarietà a De Simone, condannando duramente le minacce ricevute e definendo le parole contenute nella missiva ripugnanti.
Il dirigente vanta una lunga esperienza professionale maturata in diversi quartieri milanesi, tra cui Garibaldi-Venezia, Quarto Oggiaro, Scalo-Romana e Greco-Turro, dove per circa vent’anni si è occupato di sicurezza e gestione dell’ordine pubblico. Dopo aver diretto il commissariato Greco-Turro, nel 2020 era stato promosso primo dirigente della Polizia di Stato e aveva assunto la guida della Divisione Anticrimine della Questura di Novara. Successivamente era tornato a Milano, impegnandosi nuovamente nelle aree più delicate della città, comprese quelle intorno alla Stazione Centrale e a Porta Garibaldi.
Poliziotto ferito a Milano, lettera choc ad Angelo De Simone: “Peccato non ti abbiano spaccato la testa”
Una missiva contenente pesanti offese e auguri di morte è stata recapitata ad Angelo De Simone, 55 anni, dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia, rimasto ferito durante i violenti disordini del 17 ottobre in piazza Duomo, a Milano. In quell’occasione, il poliziotto era stato raggiunto alla testa da un grosso sampietrino, riportando una vistosa ferita alla fronte. Nonostante il sangue gli colasse sul viso e sugli occhiali, aveva scelto di non interrompere il servizio, continuando a coordinare gli agenti e a seguire l’evolversi della situazione.
La lettera, datata 20 ottobre, sarebbe stata scritta al computer, inserita in una busta compilata a mano e regolarmente affrancata. Come riportato da Il Giorno, il mittente ha apposto una firma manuale, ma il nome risulta difficilmente leggibile. Nel contenuto compaiono espressioni offensive nei confronti del dirigente e delle forze dell’ordine, accusate di essere al servizio della repressione. Tra i passaggi più violenti si legge: “Peccato non ti abbiano spaccato la testa”, accompagnato dall’auspicio che le lesioni riportate potessero provocare conseguenze permanenti. La missiva termina con un ulteriore messaggio intimidatorio, nel quale viene espresso il desiderio che De Simone e i suoi uomini possano “crepare tra i peggiori tormenti”. Sull’episodio sono state avviate indagini da parte della polizia.
