L’escalation della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran segna una fase di crescente intensità militare e instabilità regionale, con attacchi mirati a infrastrutture strategiche e ripercussioni dirette sui mercati energetici globali e sulla sicurezza delle rotte marittime. Ecco cosa è accaduto nella notte.
Colpita petroliera del Kuwait nel porto di Dubai: impatti economici e tensioni
Le conseguenze del conflitto si riflettono anche sul traffico marittimo e sui mercati energetici. Un attacco attribuito all’Iran ha colpito una petroliera kuwaitiana “a pieno carico” nelle acque del porto di Dubai: secondo fonti marittime, l’impatto — causato da un drone o da un proiettile non identificato — è avvenuto a circa 31 miglia nautiche dalla costa, provocando un incendio a bordo. Le autorità hanno precisato che l’equipaggio è rimasto illeso e che “tutti i membri sono sani e salvi”, nonostante i danni alla nave e il rischio legato al carico di greggio.
L’episodio ha avuto effetti immediati sui mercati: il Brent è salito fino a 115,49 dollari al barile, mentre il WTI ha registrato un aumento significativo nelle prime contrattazioni asiatiche. L’instabilità nell’area dello Stretto di Hormuz — punto cruciale per il transito del petrolio mondiale — continua infatti a spingere al rialzo i prezzi. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Donald Trump sarebbe disposto a concludere la campagna militare anche senza una riapertura immediata dello Stretto, rinviando tale obiettivo e puntando inizialmente a “indebolire la marina iraniana e le capacità missilistiche”. In una fase successiva, Washington potrebbe fare leva su pressioni diplomatiche o coinvolgere alleati europei e Paesi del Golfo per ristabilire la sicurezza delle rotte commerciali.
Iran, attacco Usa a deposito di munizioni a Isfahan: Trump diffonde il video delle esplosioni
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran prosegue con azioni militari sempre più mirate. Secondo il Wall Street Journal, le forze statunitensi hanno colpito un grande complesso di stoccaggio di armi a Isfahan, descritto come un deposito strategico contenente munizioni e materiali destinati al rifornimento delle operazioni militari iraniane. L’attacco sarebbe stato condotto con un “elevato numero di munizioni penetranti da 2.000 libbre”, progettate per distruggere strutture fortificate e sotterranee. Un video diffuso dal presidente Donald Trump su Truth mostrerebbe una lunga sequenza di esplosioni consecutive; secondo un funzionario americano, le immagini “avrebbero immortalato l’attacco”, suggerendo la presenza di detonazioni secondarie dovute al materiale esplosivo immagazzinato nel sito.
Le operazioni statunitensi, secondo le stesse fonti, avrebbero colpito oltre 11.000 obiettivi nell’arco di un mese, concentrandosi su infrastrutture militari e logistiche. Nel frattempo, Teheran è stata nuovamente interessata da raid notturni: le agenzie locali riferiscono di “diverse esplosioni” e blackout diffusi, con alcune aree rimaste senza elettricità dopo il danneggiamento di infrastrutture energetiche. Sul fronte israeliano, nuovi lanci missilistici iraniani hanno fatto scattare le difese aeree, mentre combattimenti nel sud del Libano hanno causato la morte di quattro soldati israeliani, tra cui un ufficiale della Brigata Nahal; altri tre militari sono rimasti feriti, uno gravemente.
🚨 BREAKING: President Trump just posted a video of MASSIVE explosions in Isfahan, Iran following what’s believed to be U.S.-Israeli airstrikes
We clearly hit something pretty big… pic.twitter.com/3rg7aGkeEF
— Nick Sortor (@nicksortor) March 31, 2026