Il Medio Oriente è nuovamente al centro di una crisi diplomatica e militare. L’Iran ha deciso di porre fine agli impegni presi con il protocollo d’intesa firmato con gli Stati Uniti, mentre gli attacchi tra le due nazioni continuano a susseguirsi. La situazione è critica, con vittime e infrastrutture danneggiate in vari Paesi della regione.
La guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha dichiarato che la firma di Trump sul memorandum è inutile e senza valore accusando gli USA di bullismo, ambizioni egemoniche e barbarie. Intanto, due militari USA sono morti in Giordania a seguito degli attacchi iraniani, mentre altri quattro soldati sono rimasti feriti.
La rottura del protocollo d’intesa
Il viceministro degli esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha annunciato che Teheran ha interrotto i suoi impegni previsti dal protocollo d’intesa firmato a metà giugno con gli Stati Uniti. Secondo Gharibabadi, gli USA hanno violato completamente il protocollo con le loro mosse aggressive ricevendo una risposta decisa dall’Iran.
La situazione è ulteriormente complicata dalla giustizia di un dimostrante iraniano, Aref Koshar, condannato per aver sparato a un poliziotto durante le proteste del 2026.
Le proteste erano scoppiate dopo la morte in carcere di Masha Amini, arrestata per non aver indossato correttamente il velo.
Attacchi e rappresaglie
Gli attacchi tra USA e Iran continuano senza sosta. L’Iran ha sferrato un attacco con droni contro la base militare statunitense di Al-Azraq in Giordania, rivendicando di aver colpito i ricoveri dei caccia e un’ampia area di parcheggio degli aerei. I Pasdaran hanno esortato l’esercito giordano a prendere di mira le forze statunitensi nel Paese, definendole forze militari invasori e infedeli.
Nel frattempo, il Kuwait ha accusato l’Iran di colpire deliberatamente siti civili e infrastrutture essenziali. Un incendio è scoppiato in una centrale elettrica kuwaitiana che ospita anche un impianto di desalinizzazione dell’acqua, dopo un attacco iraniano. Diversi generatori sono stati disconnessi dalla rete a titolo precauzionale.
La risposta degli USA
Gli Stati Uniti hanno colpito simultaneamente con diversi missili le infrastrutture elettriche e le pompe di desalinizzazione situate sul molo del villaggio di Bunji, nei pressi della città di Jask, nella provincia meridionale iraniana di Hormozgan. A causa dell’attacco, oltre 20 villaggi iraniani sono rimasti senza acqua.
La reazione internazionale
La comunità internazionale è in allarme. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha avuto un colloquio telefonico con il vice primo ministro e ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, per discutere della situazione nell’area del Golfo Persico. Entrambe le parti hanno sottolineato l’importanza di una cessazione immediata delle ostilità e di una rapida ripresa del processo negoziale.
Il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo ha condannato gli attacchi iraniani contro infrastrutture civili in Bahrein, Giordania e Kuwait, definendoli crimini di guerra. Le azioni dell’Iran sono state descritte come un’escalation estremamente pericolosa e una grave violazione del diritto internazionale.
L’ambasciata USA in Israele ha pubblicato un nuovo avviso di sicurezza, invitando i cittadini americani a riconsiderare i viaggi verso e attraverso il Medio Oriente. Il contesto di sicurezza rimane complesso, con il potenziale di un’escalation imprevista. Il Kuwait ha sospeso temporaneamente le operazioni di decollo e atterraggio all’aeroporto internazionale della capitale in seguito all’ultima ondata di attacchi iraniani.
