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Irlanda del Nord in crisi: il nuovo segretario Bryant cerca soluzioni

Irlanda del Nord in crisi: il nuovo segretario Bryant cerca soluzioni

Il governo regionale dell'Irlanda del Nord è in crisi finanziaria, con il nuovo segretario Chris Bryant che cerca di mediare tra le richieste di fondi e le tensioni tra i partiti

Il governo regionale dell’Irlanda del Nord si trova in una situazione di crisi finanziaria senza precedenti. Il nuovo segretario di Stato, Chris Bryant, ha ereditato una situazione complessa, con un bilancio che non è stato approvato e tensioni crescenti tra i partiti principali. La scadenza legale del 31 luglio 2026 è passata senza un accordo, imponendo un tetto di spesa del 5 percento inferiore rispetto all’anno precedente, una misura che rischia di compromettere servizi essenziali come ospedali e scuole.

Bryant, nominato dal primo ministro Andy Burnham, ha sostituito Hilary Benn in un momento critico. Il suo primo giorno in carica è stato segnato da incontri con i leader dei principali partiti, Sinn Féin e Democratic Unionists (DUP), entrambi in cerca di maggiori fondi dal Tesoro britannico. Bryant ha sottolineato l’importanza di riforme nei servizi locali, in particolare nel settore sanitario, dove l’Irlanda del Nord ha le liste d’attesa più lunghe di tutto il National Health Service (NHS).

Le richieste di fondi e le tensioni tra i partiti

Sinn Féin, che detiene le chiavi dei ministeri delle finanze e dell’economia, ha evitato di prendere decisioni significative sull’aumento delle tasse locali, una mossa che il DUP non approverebbe mai. La situazione è ulteriormente complicata dal sistema di governo condiviso, che richiede l’accordo tra i principali partiti per qualsiasi decisione importante.

Entrambi i partiti incolpano l’altro per la mancanza di progressi e concordano sul fatto che il Tesoro britannico deve intervenire per sbloccare la situazione.

Il Northern Ireland Fiscal Council ha recentemente concluso che la regione non riceve lo stesso livello di sussidi dagli contribuenti inglesi rispetto a Scozia e Galles. Se fosse così, l’Irlanda del Nord potrebbe ottenere tra £1 miliardo e £3,5 miliardi in più ogni anno. Tuttavia, pochi si aspettano che l’amministrazione Burnham possa avvicinarsi a queste cifre. I leader di Belfast sperano che Bryant prenda in mano le redini delle decisioni di bilancio, come hanno fatto i suoi predecessori durante le crisi precedenti.

Il rischio di un nuovo collasso del governo

Il sistema di governo condiviso, stabilito dall’accordo di pace del 1998, ha dimostrato di essere instabile e inefficace, soprattutto negli ultimi dieci anni. Un bilancio pluriennale, considerato essenziale per guidare le riforme, non è stato approvato dal 2011. La situazione attuale è resa ancora più delicata dai recenti cali nei sondaggi per entrambi i partiti, con il DUP particolarmente colpito dalle conseguenze delle recenti condanne del suo ex leader, Jeffrey Donaldson.

Le tensioni tra i partiti stanno aumentando, con il rischio concreto che Sinn Féin o il DUP possano ritirarsi unilateralmente dal governo, portando a un nuovo collasso. Le prossime elezioni dell’Assemblea dell’Irlanda del Nord, previste per, potrebbero essere un momento critico per la stabilità della regione. Nel frattempo, Bryant deve navigare in queste acque turbolente, cercando di trovare un equilibrio tra le richieste di fondi e la necessità di riforme strutturali.

Conor Murphy, ex ministro delle finanze di Sinn Féin, ha espresso la frustrazione del suo partito verso il DUP, accusandolo di mancanza di volontà politica per far funzionare il governo condiviso. Gavin Robinson, leader del DUP, ha risposto in modo sarcastico alle critiche, sottolineando la necessità di maggiore coesione e impegno da parte di tutti i partiti coinvolti.

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