La tregua nella Striscia di Gaza sembra sempre più fragile. Nuovi attacchi israeliani hanno colpito la regione, causando vittime e feriti nonostante l’accordo di cessate il fuoco. A Deir el-Balah, nel centro della Striscia di Gaza un raid aereo ha provocato la morte di tre persone, tra cui un bambino di otto anni.
La situazione rimane critica, con continue violazioni del fragile accordo.
L’attacco è avvenuto vicino al ponte di Wadi Salqa su al-Baraka Street. Le vittime sono state identificate come Ali Fayez Isbaitan, Hassan Salman al-Hanajra e Malik Wael Abu Shaweesh, il bambino di otto anni. L’ospedale Al-Aqsa Martyrs ha confermato i decessi e ha riportato diversi feriti.
Contemporaneamente, veicoli militari israeliani hanno avanzato su Salah al-Din Street nel campo profughi di Nuseirat, sempre nella parte centrale della Striscia di Gaza.
Violazioni continue della tregua
Nonostante la tregua entrata in vigore a ottobre, gli attacchi israeliani continuano a colpire la popolazione di Gaza. Solo domenica, quattro palestinesi, tra cui una ragazza di 13 anni, sono stati uccisi in altri raid.
Le violazioni del cessate il fuoco sono diventate una costante, con gravi conseguenze per la popolazione civile.
Il Gaza’s Government Media Office ha documentato 3.465 violazioni israeliane dell’accordo di tregua, con 1.045 palestinesi uccisi e 3.380 feriti dal suo inizio. “Condanniamo fermamente le politiche sistematiche dell’occupazione di prendere di mira e distruggere il popolo palestinese“, ha dichiarato l’ufficio, chiedendo ai mediatori di intervenire per far rispettare i termini dell’accordo.
L’espansione delle aree occupate
Oltre agli attacchi aerei, le forze israeliane stanno continuando a espandere l’area che occupano all’interno della Striscia di Gaza. Secondo le autorità palestinesi, l’area occupata è aumentata dal 53% all’inizio della tregua al 64% a marzo. Questo ha portato a ordini di sfollamento forzato per molti residenti, che non sono autorizzati ad avvicinarsi alla linea gialla, che delimita l’area occupata.
L’agenzia di stampa Anadolu ha riportato che i veicoli militari israeliani hanno spostato i segnali della linea gialla di circa 150 metri verso ovest nel centro di Gaza. Questo spostamento ha ulteriormente ridotto lo spazio disponibile per la popolazione civile, aggravando la crisi umanitaria nella regione.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di voler occupare il 70% della Striscia di Gaza, una mossa che ha suscitato preoccupazione internazionale. La situazione rimane tesa, con continue violazioni della tregua e un aumento delle tensioni tra le parti in conflitto.
Nel frattempo, il Ministero della Salute palestinese ha confermato che il numero totale di palestinesi uccisi dall’inizio della guerra in è salito a 73.054, con 173.480 feriti. La crisi umanitaria nella Striscia di Gaza continua a peggiorare, con la popolazione civile che paga il prezzo più alto.
