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La denuncia dell’Ucraina: “Le armi arrivano tardi e non sono quelle che chiediamo”

Il consigliere del Presidente dell'Ucraina Mikhailo Podolyak ha denunciato su Twitter la situazione armi: il supporto dell'Ue non sarebbe adeguato.

Mikhailo Podolyak

Secondo il consigliere del Presidente ucraino Mikhailo Podolyak, che ha denunciato la situazione in un tweet, le armi necessarie a resistere all’invasione russa arrivano tardi e quelle che manda l’Unione europea (Ue) non seguono le richieste.

“L’Ucraina ha bisogno di armi, non tra un mese. Adesso”

Mikhailo Podolyak ha spiegato così la situazione: l’Ucraina chiede armi all’Ue; gli europei supportano gli appelli ai propri governi; l’Ue dà le armi all’Ucraina, ma non quelle richieste, e arrivano comunque troppo tardi.

“La democrazia non vincerà giocando questo gioco. L’Ucraina ha bisogno di armi, non tra un mese. Adesso“, ha concluso il consigliere.

Negli Stati Uniti cresce la preoccupazione per le armi in Ucraina

Secondo la Cnn, che ha citato un alto funzionario statunitense, sta crescendo oltreoceano la preoccupazione che gli ucraini finiscano le armi per rispondere all’offensiva russa. Gli Stati Uniti vogliono quindi velocizzare l’invio di 18 obici da 155 mm con 40mila munizioni d’artiglieria, ma è possibile che anche questa fornitura non sia sufficiente.

Il ministro della Difesa Lloyd Austin e il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Mark Milley, quotidianamente si mettono in contatto con le controparti nella regione per sostenere un rapido invio di altre munizioni, mentre il Pentagono ha organizzato un incontro con gli amministratori delegati degli otto principali produttori di armamenti per garantire un sostegno più rapido all’Ucraina, senza al contempo far mancare quanto necessario per la difesa agli Stati Uniti e ai Paesi alleati.

Più di 10mila volontari sono pronti a ricostruire l’Ucraina

Intanto oltre 10mila volontari si sono registrati sul sito web del Servizio per l’emergenza nazionale ucraino con l’obiettivo di ricostruire il Paese. Attualmente essi stanno lavorando nella regione di Kiev, in particolare nelle aree liberate dalle mine, tramite interventi di ricognizione, pulizia delle strade e smantellamento di detriti.

Diversi attacchi informatici alle risorse web delle autorità ucraine sono stati intercettari

Il Centro statale per la difesa informatica ha invece intercettato diversi attacchi DDOS effettuati da molteplici host botnet nascosti nel traffico legale proveniente dai browser, in modo da aggirare le regole di blocco. L’obiettivo era di interrompere la disponibilità delle risorse web delle autorità ucraine.

Gli aggressori hanno eseguito un’operazione informatica in due fasi. Durante la prima fase, hanno generato una piccola quantità di traffico botnet per testare le vulnerabilità delle risorse per diversi giorni. La seconda fase consisteva nel generare una grande quantità di traffico in un breve periodo di tempo per bloccare l’accesso alle risorse web. La potenza di picco degli attacchi ha superato i 435 Gbps “, è quanto riportato dal rapporto del centro, citato da Interfax.

Secondo il Servizio statale per le comunicazioni speciali, il traffico Vpn, mascherato da diversi Paesi, Ucraina inclusa, avrebbe permesso gli attacchi. Gli esperti sono riusciti a bloccare tali manipolazioni grazie alle misure decise per adeguare ulteriormente le procedure di sicurezza.

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