Il 3 settembre 1982, Palermo fu scossa dall’omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. A 44 anni da quel tragico evento, Rita Dalla Chiesa, figlia del generale e oggi parlamentare di Forza Italia, riflette sul significato di quella perdita e sull’eredità lasciata dal padre.
In un’intervista esclusiva, Rita Dalla Chiesa parla della verità ancora parzialmente nascosta dietro l’omicidio del padre. “La verità che dobbiamo accettare è quella stabilita nelle aule di tribunale”, afferma, “ma c’è anche la verità storica, con le sue responsabilità morali e politiche, che spesso non coincide con quella giudiziaria.”
La solitudine di un eroe
Carlo Alberto Dalla Chiesa fu inviato a Palermo con la promessa di poteri speciali che non gli furono mai concessi. “Venne lasciato solo”, ricorda Rita, “ma lui aveva un’incrollabile fiducia nello Stato e nelle Istituzioni.” La sua solitudine fu evidente fin dai primi mesi, quando scoprì che le promesse fatte non sarebbero state mantenute.
Il metodo Dalla Chiesa basato sulla conoscenza delle strutture mafiose e sull’importanza dell’intelligence, è ancora oggi studiato e applicato. “Le sue intuizioni sono state fondamentali in molte indagini”, spiega Rita, “e tutto questo senza l’ausilio di tecnologie moderne come i computer o l’intelligenza artificiale.”
Un insegnamento di libertà e lealtà
Rita Dalla Chiesa ricorda il padre come un uomo che amava i giovani e credeva nel dialogo come strumento per sradicare la cultura mafiosa. “In famiglia, mio fratello Nando ha raccolto il testimone di papà, soprattutto per quello che riguarda i giovani”, dice. “Li amava mio padre e li ama Nando. I suoi studenti lo adorano e ogni estate vanno con lui nei luoghi difficili della legalità.”
Il generale Dalla Chiesa ha lasciato un insegnamento sacro: la libertà delle idee, il rispetto per gli altri e la lealtà verso gli esseri umani e gli animali. “Mio padre sarebbe felice di vedermi leale con me stessa”, afferma Rita, rispondendo a chi la critica per le sue posizioni politiche.
Il legame con la Sicilia e il futuro della lotta alla mafia
Rita Dalla Chiesa parla del suo legame con la Sicilia, una terra che ha amato ma che oggi vede ancora segnata dai silenzi. “Non penso che la colpa di ciò che è accaduto sia di Palermo”, dice, “ma i silenzi di questa città mi hanno sempre addolorato.”
Guardando al futuro, Rita spera che le istituzioni abbiano imparato qualcosa dalla vicenda di suo padre. “Oggi abbiamo una commissione antimafia con Chiara Colosimo presidente”, afferma, “e questo è un passo avanti importante. Non si smette mai di combattere per la verità.”
Il ricordo di Carlo Alberto Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo rimane vivo, non solo come simbolo di una lotta contro la mafia, ma anche come testimonianza di un impegno costante per la verità e la giustizia.
