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Le associazioni dei consumatori contro il taglio iva su pasta, pane e latte: i motivi

taglio iva pane

" Limitare il taglio iva solo al pane, pasta e al latte determina risparmi irrisori per i consumatori e non è di alcuna utilità"

Il taglio iva su pasta, pane e latte, comporterebbe un risparmio irrisorio e anche teorico secondo le principali associazioni dei consumatori.

“La  misura andrebbe estesa a tutti i generi alimentari e a quelli di prima necessità”

Taglio iva su pasta pane e latte: 

Il  taglio dell’iva su pane, pasta e latte che il governo Meloni valuta di inserire in manovra, ha incontrato il parere contrario delle principali associazioni dei consumatori.

Il motivo è presto detto: calcolatrice alla mano, basandosi sulla spesa annua di una famiglia  che si evince dai dati Istat, il risparmio sarebbe in totale meno di 22 euro in un anno.

Tra l’altro un risparmio teorico. ”

“Un risparmio teorico e irrisorio”

“Non solo sarebbe un’elemosina  ma sarebbe una farsa, visto che questa cifra irrisoria andrebbe nelle tasche dei consumatori solo nella fantasiosa ipotesi che i commercianti trasferissero matematicamente il taglio dell’Iva sul prezzo finale e non lo incassassero invece loro” afferma il Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona. “Ecco perché sarebbe decisamente meglio tagliare l’Iva sul gas e sulla luce, che invece sarebbe applicato sicuramente dai fornitori di energia, costretti a farlo per legge”.

“Azzerare iva su tutti i generi alimentari”

Secondo il Presidente di Assoutenti, Furio Truzzi, il taglio dell’Iva è un provvedimento utile solo se esteso a tutti i prodotti più frequentemente acquistati dalle famiglie, come alimentari e generi di prima necessità: ” Limitare l’azzeramento dell’imposta solo al pane e latte determina risparmi irrisori per i consumatori e non è di alcuna utilità in questo momento di grande emergenza” . Dello stesso avviso Il  Presidente del Codacons Carlo Rienzi, secondo il quale, tagliando l’iva su tutti i generi alimentari e i beni di prima necessità, si avrebbe un risparmio medio annuo ” che varia dai 180 euro per una coppia senza figli agli oltre 300 euro per un nucleo di 5 persone”