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Le catacombe. Le catacombe di Domitilla

Cenni storici su un luogo di immenso fascino e di grande storia

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Le catacombe rappresentano uno dei lasciti più suggestivi e ricchi di fascino che la Storia (e gli uomini) ci abbia tramandato; al loro interno si respira ancora un’aria profondamente intrisa dell’angoscia che caratterizzò gli albori del Cristianesimo, ma anche la Fede incrollabile e il coraggio dei primi cristiani, decisi a sopravvivere nonostante le persecuzioni e le violenze di cui furono a lungo vittime.

Ma cosa erano, esattamente, le catacombe?

Il termine designa le lunghe e anguste gallerie sotterranee usate dai primi cristiani come cimiteri e luoghi di riunione.

In entrambi i lati delle pareti sono scavate le tombe (loculi) che servivano alla sepoltura dei corpi e le cappelle (cryptae o cubicula), che invece erano destinate alla celebrazione delle riunioni liturgiche.

Pareti e volte sono abbellite da magnifici affreschi i cui soggetti sono tratti da antichi miti pagani o da immagini di Antico e Nuovo Testamento; a volte vi sono rilievi a mosaico, e in alcune catacombe, i sarcofagi sono decorati con rilievi di pregio.

Tra le catacombe romane più visitate e ammirate, vi sono quelle dette di Domitilla: vale la pena ripercorrerne in breve la storia e scoprirne le origini.

Domiziano, ultimo imperatore romano appartenente alla dinastia Flavia, uomo ferocemente intollerante e pregiudizialmente avverso ai cristiani, emise contro di loro numerosi provvedimenti atti a colpirli nella loro libertà di esercizio di culto; si trattò di atti ad personam e non di provvedimenti di carattere generale.

In tale contesto, colpisce il coraggio e la nobiltà dimostrati da Flavia Domitilla, che in quanto figlia di una figlia di Vespasiano era anche nipote di Domiziano ed eminente esponente della famiglia imperiale; la donna consentì ai cristiani di realizzare una catacomba in un terreno di sua proprietà situato sulla via Ardeatina, atto di generosità per il quale fu mandata in esilio.

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