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Legge elettorale, la Camera respinge le pregiudiziali: attesa per il voto finale

Legge elettorale, la Camera respinge le pregiudiziali: attesa per il voto finale

Legge elettorale, primo voto segreto alla Camera: respinte le pregiudiziali con 229 no e 151 sì. Ora il governo si prepara alla fiducia.

La legge elettorale supera il primo esame alla Camera: le cinque pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni sono state respinte con 229 voti contrari e 151 favorevoli. Ora l’attenzione si sposta sulla prossima settimana, quando il governo porrà la questione di fiducia e l’Aula sarà chiamata al voto finale sul provvedimento.

Legge elettorale, primo voto segreto alla Camera: respinte le pregiudiziali

L’esame della legge elettorale alla Camera supera il primo passaggio parlamentare: le cinque pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni sono state respinte a scrutinio segreto con 229 voti contrari e 151 favorevoli. Il risultato conferma la tenuta della maggioranza, che secondo i tabulati ha raccolto sette voti in più rispetto ai 222 deputati presenti.

Il dato è stato evidenziato anche dal responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, che ha parlato di “sette voti in più rispetto ai numeri odierni della maggioranza”. Tra le possibili spiegazioni vengono indicati i parlamentari di Futuro Nazionale, oltre ad alcuni esponenti del gruppo Misto riconducibili al centrodestra. Il voto ha richiamato a Montecitorio numerosi esponenti del governo e delle opposizioni, compresi i leader dei diversi schieramenti.

Presenti anche diversi ministri, tra cui Giancarlo Giorgetti, Elisabetta Casellati, Eugenia Roccella, Gianmarco Mazzi, Francesco Lollobrigida, Luca Ciriani e Antonio Tajani, oltre a viceministri e sottosegretari. In Aula anche Marta Fascina.

Il confronto è stato accompagnato da tensioni politiche. Il dem Gianni Cuperlo ha accusato la maggioranza di voler controllare i propri deputati in vista dello scrutinio segreto, parlando di “vedette per controllare la postura delle dita”. Roberto Giachetti, di Italia Viva, ha invece ironizzato sull’elevata presenza dei membri del governo. Dalle opposizioni sono arrivati ulteriori attacchi sul metodo e sui contenuti della riforma, mentre la maggioranza punta a portare rapidamente il provvedimento all’approvazione senza modifiche rispetto al testo arrivato dal Senato. Anche Futuro Nazionale, pur avendo votato contro le pregiudiziali insieme alla maggioranza, ha confermato la propria contrarietà al provvedimento: Roberto Vannacci aveva dichiarato che il gruppo non avrebbe votato la legge, criticando in particolare il sistema delle preferenze. Il testo prevede un sistema proporzionale, una soglia del 3% per le liste e del 10% per le coalizioni, un premio di maggioranza e un meccanismo con capilista bloccati e fino a tre preferenze.

Legge elettorale, la prossima settimana decisiva: passaggio conclusivo giovedì 8 ottobre

Il calendario della Camera prevede ora una settimana decisiva. Lunedì 5 ottobre alle 14 il governo porrà la questione di fiducia su tre dei quattro articoli modificati dal Senato. Le prime due votazioni sulla fiducia sono fissate per martedì alle 14 e alle 17.30 circa, mentre la terza si terrà mercoledì mattina. Nella stessa giornata, fino alle 13.30, l’Aula esaminerà l’articolo 8, relativo all’estensione del voto dei fuorisede ai caregiver, mentre nel pomeriggio, dopo il question time, dalle 16.15 saranno esaminati gli ordini del giorno. Il passaggio conclusivo è previsto per giovedì 8 ottobre, con le dichiarazioni di voto tra le 10.30 e le 12.30 e il successivo scrutinio segreto sul voto finale.

Sullo sfondo resta inoltre il precedente di luglio, quando un emendamento sulle preferenze era stato respinto per un solo voto, con 187 voti contrari e 188 favorevoli. Le opposizioni hanno annunciato che, in caso di approvazione, intendono proseguire la contestazione anche fuori dal Parlamento. Gianni Cuperlo ha affermato che la battaglia potrebbe trasferirsi “fuori da queste Aule nel Paese e nelle piazze”, mentre Nicola Fratoianni ha definito il provvedimento “l’ennesima forzatura”. Il risultato del voto sulle pregiudiziali, intanto, consente alla riforma di proseguire il proprio iter parlamentare verso il passaggio decisivo dell’8 ottobre.

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