Le conseguenze della guerra in Iran stanno spingendo il governo a prendere delle misure restrittive, ovvero un lockdown energetico a partire dal mese di maggio. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Lockdown energetico in Italia? Rischio stop a partire da maggio
La parola lockdown è tornata di attualità nel 2020, quando il mondo intero si è trovato a lottare contro il Covid. Ora, però, si torna a parlare di lockdown, questa volta di lockdown energetico. A partire dal mese di maggio, se la guerra in Iran non dovesse finire, il governo sta pensando di attuare una serie di misure per far fronte alla crisi energetica, scaturita dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato da La Repubblica, il governo di Giorgia Meloni sarebbe già al lavoro su un piano di emergenza infatti, come ammesse dalla stessa premier, l’Italia non possiede risorse a sufficienza per affrontare la crisi nel lungo periodo. Ma, cosa potrebbe dunque accadere a partire da maggio?
Lockdown energetico in Italia? Il governo ci pensa, ecco cosa potrebbe accadere
Come visto il governo Meloni sarebbe già al lavoro per un piano di emergenza per far fronte alla crisi energetica che sta colpendo anche il nostro Paese dopo lo scoppio della guerra in Iran e la conseguente chiusura dello stretto di Hormuz. Si parla di dunque di un possibile lockdown energetico. La prima fonte di preoccupazioni è il gas, come spiega Repubblica, in quanto il flusso dovrebbe cominciare a rallentare entro tre settimane, nonostante il livello di riempimento degli stoccaggi siano attualmente intorno al 44%, sopra la media europea. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è pronto a presentare a Palazzo Chigi un piano dettagliato al fine di contenere i consumi. Il piano di razionamento prevede di intervenire sull’uso dei condizionatori in estate, limitandone la temperature o riducendone le ore di accensione (in inverno invece i termosifoni potrebbero essere abbassati di un grado). Sul tavolo si parla anche della riduzione dell’illuminazione pubblica e monumentale, delle targhe alterne e dello smart working. Si valuta inoltre di massimizzare la produzione delle centrali a carbone e dell’incremento della produzione di rinnovabili, oltre alla rimodulazione dell’attività industriale delle filiere energivore, come le industrie dell’acciaio e della meccanica.