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Luana D’Orazio, nuova perizia sulla scatola nera dell’orditoio: spunta anche un audio al fidanzato

I tecnici hanno eseguito una nuova perizia sull'orditoio da cui Luana D'Orazio è stata inghiottita: attesa a metà luglio la relazione.

Luana D'Orazio perizia

Spuntano nuovi elementi sul caso di Luana D’Orazio, l’operaia di 23 anni morta il 3 maggio in una fabbrica a Montemurlo: l’ingegnere Carlo Gini, consulente della Procura di Prato guidata da Giuseppe Nicolosi, ha eseguito una seconda perizia sulla cosiddetta“scatola nera” dell’orditoio, il macchinario ai cui rulli la giovane rimase intrappolata.

Luana d’Orazio, nuova perizia

I magistrati sono convinti che, al momento dell’incidente, attorno all’orditoio mancassero le cautele anti-infortunistiche previste dalla legge, in particolare la saracinesca protettiva. Un’ulteriore ipotesi riguarda poi la possibilità che i vestiti indossati quel giorno da Luana abbiano contribuito a farla trascinare all’interno. L’ingegnere, accompagnato dagli esperti delle difese e delle parti civili, si è così recato sul posto per completare le verifiche sulla scatola nera dell’apparecchio insieme ai tecnici della ditta tedesca che lo produce.

Per comprendere in quale fase della lavorazione sia avvenuto il decesso, è infatti necessario poter stimare la velocità a cui stava girando il cilindro rotante che avvolge il filo. La relazione tecnica dell’ingegnere è prevista entro metà luglio.

Luana d’Orazio, nuova perizia: gli indagati

Le persone indagate con l’accusa di omicidio colposo e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro sono la titolare dell’azienda Luana Coppini e l’addetto alla manutenzione dell’orditoio Mario Cusimano.

Gli inquirenti stanno anche cercando di capire se la ragazza avesse ricevuto la formazione necessaria per un mestiere potenzialmente pericoloso: ne contratto sarebbero infatti state indicate per lei solo funzioni di catalogazione e non operative. Nel’attesa di interrogare gli indagati, gli investigatori hanno inoltre ascoltato alcuni dipendenti della ditta che “hanno confermato alcune delle circostanze già emerse nel corso dell’indagine”.

Luana d’Orazio, nuova perizia: spunta audio al fidanzato

Intanto è spuntato un audio Whatsapp che Luana ha inviato al fidanzato e che, nonostante non ancora inserito tra le carte dell’indagine, potrebbe aggiungere nuovi elementi alla ricostruzione. Pubblicato da Repubblica, recita così: “Scusa amore, ho finito solo adesso. Anche oggi ho dovuto correre come una dannata. Mi hanno lasciata da sola con un sacco di lavoro…”. Il messaggio è stato inviato il 30 aprile, quattro giorni prima del decesso. Secondo i familiari si tratta di una testimonianza delle difficili condizioni lavorative in cui la ragazza sarebbe stata costretta in quel periodo. Persone a lei vicine la descrivono infatti come travolta da turni e carichi troppo serrati per il suo contratto, che prevedeva, tra l’altro, la presenza di un tutor in affiancamento che il giorno dell’incidente non c’era.

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