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Luca Lecci, operaio 19enne, muore incastrato nel tornio

La tragedia del giovane Luca Lecci si è svolta sotto gli occhi del padre, proprietario dellʼazienda di famiglia a Rovato, in provincia di Brescia

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Un operaio di soli 19 anni è morto dopo essere rimasto schiacciato in un tornio. La scena è avvenuta nella serata di mercoledì, sotto gli occhi aberrati del padre. Tutto è accaduto all’interno di un’azienda di Rovato, in provincia di Brescia.

Dalla prima ricostruzione dei fatti, il giovane sarebbe rimasto incastrato nel tornio con una manica del suo maglione. Il macchinario, nonostante i meccanismi di sicurezza, non si è fermato, trascinandolo per il braccio. Subito soccorso, il giovane è però morto agli Spedali Civili di Brescia.

La famiglia del giovane, Luca Lecci, è proprietaria dell’azienda. Si tratta della Elettronica Lg. Il padre, Fontano Lecci, ha dovuto assistere alla scena senza riuscire a fermare in tempo il tornio.

Non è quindi riuscito a evitare che il figlio venisse trascinato nel meccanismo dopo che una manica della maglia che indossava era rimasta impigliata. È stato quindi lo stesso genitore, insieme ai cugini del giovane, a chiamare i soccorsi.

Luca, morto sul lavoro a 19 anni

Luca Lecci aveva solamente 19 anni e abitava a Villa Carcina, sempre nella provincia di Brescia. Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri di Chiari, intervenuti lo scorso pomeriggio, il ragazzo stava effettuando dei lavori di fresatura.

All’improvviso, però, una manica del suo maglione è rimasta incastrata nel tornio. Il macchinario non si è fermato come avrebbe dovuto e ha trascinato con sé il ragazzo, schiacciandolo. Il giovane è morto agli Spedali Civili di Brescia, dove era stato subito trasportato in condizioni molto gravi. Il primo a prestargli soccorso era stato proprio il padre, presente in azienda al momento della tragedia. Per i sindacati è “inaccettabile morire a 19 anni sul lavoro, è una sconfitta di tutti“.

La tragedia di Luca si aggiunge ai tre operai, Marco, Giuseppe, Arrigo, morti l’altro ieri a Milano. Anche loro stavano effettuando delle operazioni di manutenzione a un forno dell’azienda metalmeccanica Lamina. Il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, ha commentato: “È inaccettabile che mentre parliamo di industry4.0 e digitalizzazione delle imprese si continuino a verificare morti e incidenti sul lavoro. Quanto accaduto in questi giorni deve spingere ad ampliare e lavorare di più sulla sicurezza. L’obiettivo deve essere zero incidenti. Per farlo, serve lavorare senza sosta sulla cultura della sicurezza. Che si coltiva ogni giorno attraverso investimenti sugli impianti e formazione. Per questo venerdì è stato proclamato da Fim, Fiom e Uim uno sciopero di un’ora in tutta la Lombardia. Perché questi morti non rimangano solo cronaca”.

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