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Macron: “Il populismo è come la lebbra”. Replica Di Maio

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Ancora polemiche con la Francia. Conte parla con Merkel e pare ci sia intesa per incontro sull'immigrazione ma l'Europa è ancora divisa.

“Nessuno può pensare di prescindere dalle nostre posizioni”, afferma il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in merito all’incontro con altri Paesi membri dell’Ue di domenica 24 giugno, organizzato in previsione del Consiglio europeo. L’argomento principale di questo vertice informale sarà l’immigrazione.

Il premier italiano ha aggiunto di aver ricevuto una telefonata da Angela Merkel, la quale ha espresso l’intenzione di dialogare attivamente con l’Italia per risolvere la questione migratoria in sede europea. Se la Germania sembra cercare una soluzione di compromesso, si riaccendono invece le polemiche con la Francia, che sembrano essersi sopite dopo l’incontro di Conte con Macron. In seguito alle parole del portavoce di La République en Marche, partito politico fondato dal Presidente francese, che aveva definito la posizione italiana sull’Aquarius come “stomachevole”, si era aperta una crisi diplomatica, finita velocemente.

L’incontro tra Giuseppe Conte ed Emmanuel Macron era stato cordiale ma, nella giornata del 21 giugno, è ancora polemica tra Italia e Francia.

Macron: “Populismo come la lebbra, si diffonde”

“Vedete crescere il populismo come una lebbra, un po’ ovunque in Europa, in Paesi in cui credevamo impossibile vederlo riapparire“, afferma Emmanuel Macron. Occorre precisare che il Presidente francese non nomina né l’Italia né il suo esecutivo ma il riferimento, secondo il quotidiano francese Le Figaro, riguarda la decisione dell’attuale governo italiano di non far attraccare le navi delle Ong nei propri porti.

“I nostri amici vicini dicono le cose peggiori e noi ci abituiamo. Fanno le peggiori provocazioni e nessuno si scandalizza di questo”, conclude il Presidente Macron. La replica di Luigi Di Maio non si è fatta attendere: “La parole di Macron sono offensive e fuori luogo. La vera lebbra è l’ipocrisia di chi respinge gli immigrati a Ventimiglia e vuole farci la morale sul diritto sacrosanto di chiedere un’equa ripartizione dei migranti”.

Poche ore dopo, durante un comizio a Viterbo, Matteo Salvini, che ironicamente definisce Macron “un signore”, afferma di non “prendere lezioni da un Paese che ha l’esercito alla frontiera italiana. Se la Francia dovesse prendere dieci barconi che vengono dalla Libia, ne riparleremmo”.

Intesa Conte- Merkel

“Ho appena ricevuto una telefonata dalla Cancelliera Angela Merkel, preoccupata della possibilità che io non potessi partecipare al prevertice di domenica a Bruxelles sul tema immigrazione.

Le ho confermato che per me sarebbe stato inaccettabile partecipare a questo vertice con un testo già preconfezionato”, scrive Giuseppe Conte in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook il 21 giugno. “La Cancelliera ha chiarito che c’è stato un misunderstanding: la bozza di testo diffusa ieri va accantonata- continua il Presidente del Consiglio- Domenica al centro della discussione sull’immigrazione ci sarà la proposta italiana e se ne discuterà insieme alle proposte degli altri Paesi. L’incontro non si concluderà con un testo scritto, ma solo con un summary delle questioni affrontate e sulle quali continueremo a discutere al consiglio europeo della prossima settimana”. Il dialogo avvenuto tra Merkel e Conte, da quanto si evince dalle parole di quest’ultimo, pare essere stato cordiale. Il prevertice di domenica appare però complicato. La discussione tra Italia e Francia non aiuta a rasserenare gli animi e a creare un percorso di collaborazione su un argomento estremamente delicato, con toni continuano a essere da campagna elettorale. L’Europa è ancora divisa. Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia hanno dichiarato che non parteciperanno all’incontro di domenica.

“Ci si condanna gli uni con gli altri”

La bozza potrà essere ridiscussa, assicura il Commissario europeo per le migrazioni Dimitris Avramopoulos; in conferenza stampa (una parte è consultabile sul sito web dell’Ansa), il Commissario riporta la proposta di un coordinamento, tra tutti i paesi dell’Unione che si affacciano sul Mediterraneo, per gestire in modo efficace le operazioni di soccorso in mare; ricorda il ruolo attivo svolto, in questo particolare frangente, dall’Italia che “ha ragione a chiedere un cambiamento perché il diritto internazionale non è chiaro”, aggiungendo con rammarico “ci si condanna gli uni con gli altri”. La bozza riguarda anche la questione dei confini esterni con l’agenzia Frontex che dovrebbe fungere anche “da polizia di frontiera”. Su questo punto, arriva una critica generale di Avramopoulos: “Da più parti- spiega il Commissario- arriva la richiesta di rendere le frontiere esterne più forti e sicure”; per ottemperare a queste istanze, che hanno una loro validità, sottolinea Avramopoulos occorre “colmare lacune che ci sono, a livello di personale ed equipaggiamento, nelle agenzie europee”. Una responsabilità comune.

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