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Il dibattito su Sanremo e sulla politica italiana si è recentemente intrecciato, tra polemiche mediatiche e riflessioni istituzionali. Mario Monti, in collegamento con Otto e Mezzo, ha ripercorso il Festival del 2012-2013 e commentato le tensioni odierne, collegando il voto sul referendum della giustizia alle scelte politiche internazionali della premier Giorgia Meloni.
Mario Monti ricorda Sanremo 2012-2013: sobrietà e responsabilità ai tempi del governo tecnico
Mario Monti, ospite di Otto e Mezzo in collegamento con Lilli Gruber, ha ripercorso il Festival di Sanremo del 2012-2013, un’edizione che coincideva con la sua presidenza del Consiglio. “Io non sono mai intervenuto sul tema Sanremo, però ho riscoperto che Sanremo era intervenuta sul presidente del Consiglio. Come erano diversi i tempi…”, ha dichiarato l’ex premier, sottolineando la differenza di approccio rispetto agli anni recenti.
Monti ha rimarcato come in quel periodo le tensioni economiche e la crisi europea imponevano un tono di sobrietà e responsabilità, anche in contesti tradizionalmente leggeri come il Festival della canzone italiana, evidenziando la diversa sensibilità rispetto al clima politico e mediatico odierno.
Il referendum sulla riforma della giustizia. Mario Monti: “Non ho ancora deciso cosa voterò”
Sulla consultazione referendaria relativa alla riforma della giustizia, Mario Monti ha chiarito di non aver ancora definito il proprio voto. L’ex presidente del Consiglio ha spiegato che la sua scelta dipenderà in larga misura dal comportamento di Giorgia Meloni nei confronti di Donald Trump: “Nel mio piccolissimo orientamento di voto ho dato una scadenza a Giorgia Meloni. Ci sono ancora delle occasioni per dimostrare se prende seriamente le distanze… Quello avrà un peso nel determinare il mio punto di vista“.
Monti ha sottolineato come, per lui, il posizionamento internazionale di un leader costituisca un indicatore del grado di autoritarismo e della cultura politica che supporta la leadership stessa. Pur riconoscendo l’importanza della riforma Nordio, che mira a introdurre la separazione delle carriere e il sorteggio dei membri del CSM per limitare le logiche di correnti, l’ex premier ritiene che questioni come il rispetto dello Stato di diritto e le scelte in politica estera possano pesare in modo determinante sul giudizio complessivo, a conferma della sua visione politica orientata alla sostanza più che alle polemiche mediatiche.
La posizione di Monti sulla vicenda Pucci: tra polemiche e attenzione allo Stato di diritto
Monti ha anche commentato la recente polemica sulla partecipazione di Andrea Pucci al Festival, criticata dalla sinistra: “Non vedo una deriva illiberale della sinistra. Se posso permettermi, vedo una deriva un po’ superficiale… Mi sembrano temi persino più importanti delle entrate e uscite di scena a Sanremo“.
Inoltre, ha richiamato l’attenzione su aspetti più concreti della politica interna, come le violazioni dello Stato di diritto e la resistenza di Trump a modifiche al diritto di veto nell’Unione Europea, sottolineando che questioni istituzionali e rispetto delle regole dovrebbero prevalere sulle polemiche mediatiche. In questo senso, Monti resta una figura alla finestra, valutando con attenzione il contesto e la sostanza, lontano dalle logiche di schieramento immediato, coerente con il suo profilo di economista e ex commissario europeo.
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